Traduzione letteraria per i più giovani (2)

 Categoria: Traduzione letteraria

< Prima parte di questo articolo

Quali sono le preoccupazioni del traduttore?
Un traduttore minuzioso deve tenere conto di tutte queste particolarità per trasferirle nella lingua di arrivo. Potremmo dire la stessa cosa per i toponimi. Facciamo un esempio famosissimo: Mouseton. In italiano viene tradotto come Topolinia, una parola inventata che rappresenta sia la «città», sia i suoi abitanti (i topi, per l’appunto). Non è sempre possibile trovare una trasposizione così diretta e spesso bisogna ricorrere ad altre strategie.

Il titolo The Croaky Trio, per esempio, non è molto evocativo nella sua traduzione letteraria, e il traduttore francese, giocando sul significato dell’aggettivo «croaky» (che in inglese vuol dire rauco o roco), ha introdotto un’onomatopea e optato per «Le Trio cracracra», conservando così l’assonanza originale con una forma diversa. La traduzione delle onomatopee meriterebbe comunque un capitolo a parte, anche perché forse non tutti sanno che i versi degli animali variano in base alla lingua. In italiano i gatti fanno «miao», in Inghilterra fanno «miew», e così via. Il traduttore deve quindi conoscere questi diversi «linguaggi animali» o per lo meno le convenzioni linguistiche. Non deve mai destabilizzare il giovane lettore usando delle onomatopee che non conosce.

Qual è la frontiera tra traduttore e autore?
Il lavoro richiesto per queste trasposizioni è così vasto che spesso gli autori scelgono di tradurre loro stessi le loro creazioni. In altri casi, per rispondere a determinate esigenze di rielaborazione lessicale, le case editrici fanno appello agli autori invece che ai traduttori. È il caso per esempio di Umberto Eco, scrittore e traduttore di fama mondiale, che nel preciso manuale Dire quasi la stessa cosa, ha analizzato i tipi di intervento che possono essere operati dal traduttore.

Senza cadere in un’apologia eccessiva del nostro mestiere, possiamo dire che i traduttori letterari sono in parte autori. E se sono specializzati nella letteratura per bambini, devono conoscere per forza il mondo dei «minori di 16 anni». Devono essere al contempo pedagoghi e ragazzini, comportarsi come professori e compagni di gioco… Vi sembra troppo difficile? Secondo alcuni lo è, ma non per tutti! I professionisti che scelgono questa attività lo fanno soprattutto PER PASSIONE, e si vede!

Fonte: Articolo pubblicato il 15 gennaio 2018 sul blog dell’agenzia Traduction-In

Traduzione a cura di:
Daniela Di Lisio
Traduttrice
Milano