Traduttori o creatori?

 Categoria: Traduzione letteraria

Anche se siamo in grado di tradurre messaggi di terze persone, quando lo facciamo utilizziamo parole nostre. Ed è proprio questa scelta di simboli e significati che costituisce una sorta di “creazione” e dona al traduttore il ruolo di “co-autore”.

La traduzione come un’azione creativa, e quindi come co-autrice, è presente di default nella traduzione letteraria, la quale è impregnata di sentimenti che non saranno trasmessi se il professionista incaricato della traduzione non è zelante.

L’esempio più eclatante e più complicato è la traduzione della poesia. Ciò è dovuto al fatto che la poesia sia spesso etichettata come non traducibile, poiché nasce da sentimenti espressi in rima e con giochi di parole che sono difficilmente convertibili in un’altra lingua.

Di conseguenza, i traduttori sono obbligati ad apportare cambiamenti grammaticali per conservare lo spirito del messaggio originale, aggiungendo valore creativo e divenendo architetti a tutti gli effetti.

Il compito più difficile [...] è stabilire fino a che punto il traduttore ha la libertà di manipolare le risorse linguistiche per poter trasmettere il senso del messaggio d’origine.

In sostanza, il nodo cruciale è tra riproduzione e creazione, e il ruolo camaleontico del traduttore tra “ri-creatore” e “co-creatore” ne definisce la professione e la natura.

Per saperne di più sul mondo della traduzione letteraria, potete visitare questa pagina e leggere i vari articoli pubblicati (ndr).

Fonte: Articolo pubblicato il 18 dicembre 2014 sul Blog di Trusted Translations

Traduzione a cura di:
Dott.ssa Claudia Scarciolla
Laureata in Lingue e istituzioni giuridiche ed economiche per l’Asia e l’Africa mediterranea-Università Cà Foscari
Traduttrice AR – DE – FR > IT
Matera