Tradurre la metrica nascosta di J.Cortázar

 Categoria: Traduzione letteraria

Julio Cortázar (Bruxelles, 1914 – Parigi, 1984) è stato considerato prima di tutto e quasi esclusivamente un autore di racconti e la sua produzione poetica ha sempre avuto un ruolo marginale rispetto alla prosa. In realtà, l’autore argentino continuerà a scrivere poesie per tutta la vita, conservandole in quaderni e fogli sparsi, finché, poco prima di morire, non deciderà di raccoglierle e organizzarle in Salvo el crepúsculo
[1], pubblicato postumo nel 1984, a pochi mesi dalla sua morte. Di tale raccolta non esiste una versione italiana, a parte quei componimenti inclusi da Gianni Toti nella silloge del 1995 intitolata Le ragioni della collera [2].

Nel tradurre Salvo el crepúsculo ho individuato un gran numero di problematiche con cui mi sono dovuta confrontare in qualità di traduttrice: nella lettera a Gianni Toti lo stesso Cortázar ha definito il processo di traduzione delle sue poesie una “tanto insensata avventura”.
Tra queste difficoltà, gioca un ruolo fondamentale la questione metrica. La maggior parte dei componimenti della raccolta è in versi liberi e presenta, solitamente, una metrica fortemente irregolare. Il numero di sillabe del verso perde di rilevanza, mentre assume una maggiore importanza la posizione degli accenti forti: riportare nel testo tradotto gli stessi accenti presenti nel componimento originale permette, infatti, di riprodurre in italiano un ritmo simile a quello del verso spagnolo. Tuttavia, Cortázar inserisce talvolta versi che presentano una metrica regolare, ‘nascosti’ all’interno di poesie in verso libero. È il caso di Ándele, componimento incentrato sul tema del tempo: è il poeta anziano a parlare, preoccupandosi dell’equilibrio che deve trovare tra tempo della realtà e tempo della letteratura, tempo della vita sociale, a cui il poeta non può sottrarsi in quanto la situazione storica richiede il suo impegno, e tempo della scrittura, che implica il bisogno di ripiegarsi su se stesso e di chiudersi in uno spazio poetico.

Pero pasa que el tipo es un poeta
y un cronopio a sus horas,
que a cada vuelta de la esquina
le salta encima el tigre azul,
un nuevo laberinto que reclama
ser relato o novela o viaje a Islandia
(ha de ser tan translúcida la alborada en Islandia,
se dice el pobre punto en un café de barrio).

Il componimento presenta una metrica irregolare; tuttavia, nell’estratto riportato, si possono notare tra parentesi due alessandrini classici, che assumono valore semantico, rappresentando lo slancio lirico del poeta. Nella traduzione italiana ho preferito apportare dei piccoli cambiamenti ai due versi, al fine di ottenere due alessandrini anche nella versione italiana:

Accade però che il tizio è un poeta
e un cronopio a tempo perso,
e ogni volta che gira l’angolo
lo aggredisce la tigre blu,
un nuovo labirinto che richiede
di essere racconto o viaggio in Islanda
(dev’esser così chiaro l’albeggiare in Islanda
si dice il poveretto in un caffè di zona).

[1] J. Cortázar, Salvo el crepúsculo. Edición definitiva, Alfaguara, Madrid, 2009.
[2] J. Cortázar, Le ragioni della collera, a cura di Gianni Toti, Roma, Fahrenheit 451, 1995.

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Articolo e traduzioni di:
Arianna Bernini Carri
Traduttrice freelance ING>ITA, SPA>ITA
Torino