Tradurre la metrica nascosta di J.Cortázar (4)

 Categoria: Traduzione letteraria

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Tra i componimenti classici si può includere anche La hiedra, una poesia composta interamente di versi alessandrini non rimati formati da due emistichi settenari, in cui l’edera che cresce sulle lapidi diventa simbolo di rigenerazione ed è rappresentata come un’entità immune al passare del tempo:

Mar de oídos atentos, ¿qué te dice la piedra?
Yaces sobre las tumbas, colectora de nombres,
trémula cuando el viento vesperal te despierta

para indagar tus manos y quitarles las voces
que minuciosa juntas, sigilosa de tiempo,
guardiana de los diálogos y los turbios adioses.

Sobre las tumbas vela tu solitario sueño,
oh madre de las lenguas, oh estremecida hiedra
donde se va juntando la noche de los muertos-

En vano te reclaman los juegos de la lluvia;
las fuentes de la luz y las diurnas estatuas
te han esperado tanto para darse desnudas,

mientras tú, recogida, habitas en las lápidas.

Nel tradurre il componimento è stato necessario rinunciare a una resa letterale, al fine di trasporre in italiano la stessa struttura metrica: in questo caso, infatti, non era sufficiente conservare il numero totale di sillabe del verso, ma ho dovuto preservare anche la suddivisione in emistichi con l’ultimo accento forte posizionato sulla sesta sillaba. Ad esempio, nel verso 6 la ripetizione della preposizione articolata e la traduzione di “turbios” con “tormentati” hanno permesso di ottenere due emistichi formati ciascuno da un settenario, preservando così la struttura originale:

Mare di orecchi attenti, che ti dice la pietra?
Giaci sopra le tombe, collezionando nomi,
tremula quando il vento della sera ti sveglia

per scrutarti le mani e togliere le voci
che accurata raccogli, confidente del tempo,
guardiana dei colloqui, dei tormentati addii.

Sopra le tombe veglia il tuo sonno appartato,
oh madre delle lingue, oh edera tremante
laddove avviene il rito della notte dei morti-

Invano ti reclamano i giochi della pioggia;
le fonti della luce e le statue del giorno
ti hanno aspettato tanto per consegnarsi nude,

mentre tu, solitaria, abiti sulle lapidi.

Questa breve analisi delle  caratteristiche metriche dei componimenti di Cortázar può dare un’idea delle varie difficoltà che incontra il traduttore dell’opera; tali sfide traduttive sono originate dalla complessità, eterogeneità e raffinatezza delle poesie che compongono la raccolta, cioè da alcuni degli elementi che rendono Salvo el crepúsculo un’opera “inoubliable”, indimenticabile, come afferma la traduttrice francese della raccolta Silvia Baron Supervielle nella sua introduzione. La comprensione di tali tratti distintivi dell’opera crea nel traduttore un senso di affinità con l’autore e gli permette di identificarsi con i personaggi sofferenti e combattuti che affollano le poesie di Cortázar.

Articolo e traduzioni di:
Arianna Bernini Carri
Traduttrice freelance ING>ITA, SPA>ITA
Torino