Molto più che una questione di parole (4)

 Categoria: Traduzione letteraria

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La traduzione, solo da una lingua ad un’altra ?
Per capire questa idea di Berman, occorre mettersi d’accordo sulla definizione della parola traduzione. Da una parte, quella che viene data da un buon numero di esperti è essenzialmente linguistica : la traduzione sarebbe l’espressione in una lingua di ciò che è stato scritto o espresso in un’altra [12]. Così, invece di considerare ogni situazione quotidiana o ogni atto di comunicazione in cui viene decodificato e interpretato un concetto come uno dei molteplici aspetti della traduzione, il poeta e teorico dell’arte Johan Wolfgang von Goethe preferisce separare ciò che egli percepisce come la  “traduzione”, che si limita alla traduzione di un testo da una lingua ad un’altra, da tutti gli altri tipi di riformulazione, parafrasi o interpretazione [13]. Il filosofo, scrittore e traduttore Umberto Eco difende anche lui la stessa idea, postulando con forza e chiarezza che interpretare non è tradurre se il trasferimento del discorso verso un’altra lingua non è incluso nel processo [14].

La traduzione: un atto interpretativo?
D’altra parte, dal canto suo, Antoine Berman condivide la concezione che i romantici tedeschi dell’Ottocento avevano della traduzione, opposta a quella di Goethe e di Eco, e la definisce in questi termini: parliamo a ragion veduta di traduzione generalizzata , tutto ciò che riguarda la “versione” di qualcosa in un’altra cosa… La traduzione, qui, tocca contemporaneamente alla manifestazione di qualcosa, all’interpretazione di qualcosa, alla possibilità di formulare, o di riformulare, qualcosa in un altro modo [15]. Questa concezione della traduzione permette di affermare che la comunicazione in sé è essa stessa la traduzione di un’idea. In realtà, l’uso corrente del verbo tradurre riflette questa accezione della parola in quanto riformulazione, come in quelle espressioni frequentemente usate quali “ ho tradotto il mio pensiero in questo modo… ” o ancora  “ non riesco a tradurre ciò che sento [16] ”. In tal senso, “ ogni comunicazione è fino ad un certo punto un atto di traduzione-comprensione [17] ”.

Per Steiner, capire è perfino sinonimo di interpretare e di tradurre, a partire dal momento in cui la traslazione (che significa “azione di spostare” o “forma di spostamento”) e lo “spostamento”  di senso che si effettuano durante la decodificazione di un’informazione sono prese in conto [ 18 ]. Inoltre, da un punto di vista rigorosamente etimologico, il verbo tradurre viene dal latino traducere, il cui il senso si avvicinerebbe a “fare passare da un luogo ad un altro” [19] (nostra traduzione). Partendo da questa constatazione, Esteban Torre, professore di letteratura e di traduzione all’università di Siviglia, definisce la traduzione come una traslazione, una trasposizione, uno spostamento da un luogo ad un altro. Di fatto, il termine inglese per designare la traduzione è precisamente traslazione, nel quale la nozione di spostamento è molto esplicita.

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Fonte: Articolo scritto da Gabriel Pannetier Leboeuf e pubblicato sul sito Ficsum

Traduzione a cura di:
Enrico Tosi
Traduttore freelance
Bastia (Francia)

Bibliografia

12 Torre, E. (1994). Teoría de la traducción literaria [Théorie de la traduction littéraire]. 12 Torre, E. (1994). Madrid, Esp. : Síntesis.
13 Cité dans Berman, op. cit.
14 Eco, U. (2003). Dire quasi la stessa cosa : Esperienze di traduzione. [Dire presque la même chose. Expériences de traduction] Milan, It. : Bompiani.
15 Berman, op. cit., p. 136-137.
16 Ibid.
17 Ibid., p. 232.
18 Cité dans Wiesse Rebagliati, op. cit.
19 Torre, op. cit., p. 7.