La traduzione di Gloria Fuertes (3)

 Categoria: Traduzione letteraria

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Negoziare la traduzione è stata la strategia più rispettosa che ho applicato in questo caso: ogni volta che non riuscivo a ricreare un verso o gioco di parole nel modo migliore possibile ho sempre cercato di soppesare la perdita attraverso l’inserimento di altri elementi all’interno del componimento quando l’italiano lo permetteva, in modo da ricreare, almeno in parte, l’atmosfera e il sapore della poesia originale. D’altronde, davanti alle infinite possibilità di traduzione, la scelta di un singolo traduttore è la sua firma, il pizzico di sale che lascia inevitabilmente all’interno del componimento. Quando si traduce bisogna farlo dimostrandosi il più trasparenti possibile, ma non trasparenti come il vetro, trasparenti come l’acqua, che lascia trasparire la luce attraverso le sue infinite increspature, che diventano così il contributo di ogni traduttore alla letteratura universale.

Tra le strategie che mi è capitato di utilizzare, il cambiamento grammaticale è stato senza dubbio il più emblematico: nei versi in cui era necessario, i sostantivi sono diventati verbi o viceversa, gli avverbi aggettivi e così via, in un gioco grammaticale che mi permettesse ricreare fedelmente il processo mentale all’interno di ogni singolo gioco della Fuertes, in un sistema diverso, quello italiano. Questa tecnica mi è stata di grande aiuto per rispettare eventuali rime o giochi di parole che sarebbero stati inevitabilmente persi. Ho cercato, tuttavia, di cambiare, solo quando estremamente necessario, le immagini create dall’autrice. È il traduttore in queste situazioni che deve soppesare quanto e cosa sia necessario perdere, nella volontà di far acquisire al testo una natura nuova e brillante nella propria lingua. Infatti credo fermamente che bisognerebbe smettere di soppesare la traduzione per ciò che si perde e iniziare a prendere atto di ciò che regala e di ciò che guadagna.

Il testo poetico tradotto è un testo su cui bisogna spaccarsi la testa, bisogna cambiarlo, trasformarlo e non stancarsi mai di provare nuove strutture o nuove strategie traduttive, mettendo sempre in discussione la propria lingua. Il testo poetico mette seriamente alla prova ogni relativismo legato alla traduzione e proprio per questo non è c’è nulla di più futile che pensare che possa esistere un dogma tanto forte come quello dell’intraducibilità.

Autore dell’articolo:
Andrea Bigliardi
Traduttore dall’inglese e dallo spagnolo verso l’italiano
Castelnovo di Sotto (RE)