La traduzione di Gloria Fuertes (2)

 Categoria: Traduzione letteraria

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Ero a Madrid in quel momento ed era il centenario dalla nascita della scrittrice e mi sono trovato dentro ad un uragano che mi ha portato direttamente nel cuore della poesia e della critica postuma dedicata all’autrice. Poter vedere non solo il mondo attraverso i suoi testi, ma avere anche la possibilità di vedere quella Madrid così preponderante all’interno dei suoi scritti – quella città in cui ha vissuto la guerra e la pace, l’amore e l’odio – è stato un privilegio di cui, temo, non avrò la possibilità di godere in futuro nel tradurre altri poeti. Gloria Fuertes viveva a Lavapiés, uno dei quartieri più caratteristici di Madrid, l’anima pluriculturale della città e la sua poesia, che ne è così tanto invasa, è una poesia che definirei di quartiere, di strada, fatta di piccole cose, stravolte dalla visione esplosiva e ironica della poetessa e dalla sua ineluttabile critica alla società; è una poesia che strappa quel mezzo sorriso, a metà tra l’amoroso e l’amareggiato, con cui sempre la scrittrice parlava della vita, creato da un connubio di infanzia e maturità: la sua poesia è, in una parola, castiza.

La difficoltà forse più grossa che ho incontrato è stato ricreare il suo umorismo che non solo è presente ovunque nella sua opera ma ha la grande capacità di rompere le regole del discorso, che il traduttore dovrà non solo ricostruire ma ri-distruggere. Passando ora alla metodologia con cui mi sono avvicinato alla traduzione, posso dire che tradurre poesia è una questione di esercizio quotidiano: dopo aver letto una buona parte dell’opera omnia dell’autrice, ho selezionato le poesie che più mi avevano colpito e piaciuto e ho provato a renderle in italiano. Prima le traducevo nella forma più letterale possibile, sottolineando nel testo di partenza tutti gli elementi che lasciato da parte per ricreare il significato ma che dovevano, in un modo o nell’altro, rientrare a far parte del componimento. Successivamente mi sono chiesto quali fossero gli elementi da mantenere: la metrica, le rime, la scelta del lessico, ecc.

Una volta create le traduzioni letterali ho lavorato verso per verso su tutte le strutture che avevano bisogno di essere aggiustate. Ho sempre ritenuto che, dove la traduzione avesse leso e forato in modo poco naturale l’italiano, avrei lasciato da parte l’intento di ricreare un’aderenza testuale con l’originale per una migliore fluidità, che d’altronde è un elemento fondante della poesia della Fuertes.

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Autore dell’articolo:
Andrea Bigliardi
Traduttore dall’inglese e dallo spagnolo verso l’italiano
Castelnovo di Sotto (RE)