La traduzione della rima

 Categoria: Traduzione letteraria

Tra i tratti distintivi della poesia, la rima è quello che ha sopportato peggio il passare del tempo, soprattutto la rima baciata, la più caratteristica. La rima alternata invece ha saputo affrontare meglio il processo d’invecchiamento, e, di tanto in tanto, quasi inavvertitamente, la si nota in alcune poesie contemporanee.
Per il traduttore la rima è un ostacolo molto spesso quasi impossibile da superare, poiché per ottenerla è costretto ad allontanarsi troppo dall’originale. Questo è uno degli aspetti più controversi nell’ambito della traduzione della poesia, un topico molto frequente nelle discussioni fra traduttori professionisti.
Comunque, anche se la rima ha perso gran parte del suo fascino, alcuni illustri colleghi continuano a impegnarsi duramente per mantenerla nelle loro versioni, soprattutto quando si tratta di tradurre i grandi poeti del passato (come ad esempio Dante Alighieri e William Shakespeare tra i tanti che potremmo citare).

In qualche caso il risultato del lavoro dei nostri valorosi colleghi è piuttosto soddisfacente ma in qualche altro l’allontanamento dall’originale è davvero troppo marcato.
La traduzione di una poesia è inevitabilmente di per sé un atto creativo, ma quando il testo tradotto supera certi gradi di creatività, fa sì che una traduzione non sia più tale ma si trasformi in una reinvenzione.
Ciononostante la critica accoglie in modo quasi sempre positivo le traduzioni dei grandi poeti del passato ad opera dei grandi traduttori del presente. Secondo molti infatti, la traduzione della poesia soffre della medesima indefinitezza della poesia stessa nel senso che nessuno è in grado di stabilire dove inizia una e dove finisce l’altra.