La soggettività del traduttore (2)

 Categoria: Traduzione letteraria

La cooperazione e la scommessa interpretativa del testo in Umberto Eco

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La cooperazione si attua a tre livelli: a livello della Manifestazione Lineare, a livello delle strutture del discorso e a livello delle strutture narrative. L’applicazione delle competenze linguistiche alla Manifestazione Lineare permette di trasformare le espressioni in un primo livello di contenuto: grazie alle sue conoscenze enciclopediche e al suo bagaglio culturale generale, il lettore può risalire al livello delle strutture del discorso, dove può riassumere parti significative di discorso in macro-proposizioni narrative, le quali costituiranno l’intreccio (gli eventi così come sono raccontati) del testo.

Queste macroproposizioni consentono al lettore di risalire alla fabula (lo schema di base della narrazione) del testo e di cooperare all’interpretazione a livello delle strutture narrative. La cooperazione interpretativa, invece, si realizza nel tempo: mentre prosegue nella lettura, il lettore entra in uno stato di attesa che lo porta a fare previsioni sul corso degli eventi e sui mondi possibili che veicolano.

Secondo Eco il traduttore si trova nella doppia posizione dell’autore, che deve immaginare il lettore del suo testo, e del lettore, che interpreta e attualizza il testo che ha davanti. Al pari di quest’ultimo, il traduttore fa ipotesi sui mondi possibili che il testo rappresenta, pur sostenendo le congetture più plausibili: davanti a una voce di dizionario, sceglierà l’accezione del termine che reputerà più adeguata al contesto o al mondo possibile che ha preso in considerazione. È proprio qui che entra in gioco la soggettività del traduttore: nella scommessa interpretativa che fa su i vari livelli di senso e su quali privilegiare.

Allo stesso modo della cooperazione, l’interpretazione può avvenire a livello della Manifestazione lineare, a livello delle strutture del discorso e a livello delle strutture narrative. La prima permette di accedere alle forme dell’espressione, ovvero alla fonologia, alla morfologia, alla sintassi e al lessico del testo. La seconda permette di accedere alla forma del contenuto e fare quindi alcune distinzioni come, per esempio, tra una pecora e una capra (ogni cultura da forma ai propri contenuti in modo diverso). La terza permette di accedere alla sostanza del contenuto: ogni elemento di forma del contenuto acquisisce il proprio senso nel processo di enunciazione. La sostanza del contenuto può assumere forme diverse secondo il tipo di testo: può essere puramente linguistica, metrica o fonosimbolica, come nel caso della poesia, ecc.

Eco insiste sul fatto che il processo interpretativo non segue una cronologia verticale,dall’alto verso il basso o viceversa, ma che, in ogni momento, il traduttore fa la sua scommessa interpretativa e decide quale tra i livelli preferire.

Autrice dell’articolo:
Mafalda Morelli Ottiger
Traduttrice editoriale
Napoli