L’articolo che avevamo programmato per oggi riguardava l’interpretariato nei servizi pubblici. Abbiamo però deciso di modificare il “palinsesto” per omaggiare José Saramago, scrittore portoghese premio Nobel per la Letteratura nel 1998, scomparso tre giorni fa all’età di 87 anni.
Tutti coloro che lavorano nel mondo della traduzione conoscono bene la celebre massima “traduttore, traditore”, barbaramente utilizzata (soprattutto nell’ambito della traduzione letteraria) per indicare come il traduttore, nel trasporre un testo da una lingua all’altra, inevitabilmente lo “tradisce” ovvero non riesce ad essergli completamente fedele.
Nell’articolo di oggi e in quello di domani parleremo invece di un idillio tra letteratura e traduzione, di un matrimonio perfettamente riuscito (è proprio il caso di dirlo), tra lo scrittore e il traduttore. Anzi, in questo caso sarebbe meglio dire tra lo scrittore e la sua traduttrice, visto che vogliamo parlare del matrimonio tra José Saramago e la sua traduttrice al castigliano, la giornalista spagnola Pilar del Río.
La storia d’amore tra José Saramago e Pilar del Río iniziò nel1986 quando la giornalista comprò a Siviglia una copia del libro “Memoriale del convento” e rimase impressionata dalla forza e dal coraggio di Blimunda, la protagonista femminile.
La futura moglie del famoso scrittore, che all’epoca lavorava nella redazione andalusa di TVE (Televisión Española), decise così di recarsi a Lisbona per intervistare Saramago. Due anni dopo erano sposati.
La coppia si era poi trasferita alle isole Canarie, precisamente a Lanzarote, dove Pilar ha lavorato, e tuttora lavora, come opinionista in un programma radiofonico con lo pseudonimo di…Blimunda.