Il quotidiano del traduttore letterario (4)

 Categoria: Traduzione letteraria

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Chi ad esempio traduce dalle lingue scandinave ha una parola per testa (Kopf), non per principale (Haupt). Ci si orienta dunque al testo nel suo complesso, al contesto. Quali sono i termini corretti, è la sintassi corretta? Dal punto di vista  grammaticale è più semplice, tuttavia non sempre, come nel caso del  congiuntivo. Il bello in letteratura è che tutto è possibile. A potere tutto sono in primo luogo gli autori. Anche i traduttori possono tutto, ma devono poter dire perché. Nella traduzione di Céline, che nel “Voyage au bout de la nuit” utilizza correttamente i congiuntivi francesi e scrive correttamente il discorso indiretto, il traduttore deve riflettere se far parlare il narrante al congiuntivo 1 o al congiuntivo 2 o all’indicativo.

Nella trasposizione di questo testo narrativo incredibilmente in lingua parlata e appassionante, il traduttore deve sottostare a parecchie limitazioni. Ricorre alla possibilità di rinunciare totalmente al congiuntivo nel discorso indiretto tedesco e di restare all’indicativo, salvo poche eccezioni. La questione decisiva in questo caso è se il tipo di testo, la forma narrativa, la figura, la funzione nel testo consentano di rimanere all’indicativo o se sia meglio optare per un congiuntivo.

Domande che il traduttore si deve sempre costantemente porre e alle quali l’originale non risponde sul piano grammaticale: che tipo di testo deve scrivere il traduttore? Come deve muoversi tra le possibilità della propria lingua che la lingua di partenza proprio non gli offre? Sull’esempio della prima frase de “L’ Etranger” di Camus (Hier matin maman est morte), si pone il quesito:  come va tradotto “maman”? Perché Camus ha scritto quel che ha scritto?  Già persino una frase così breve mostra che ci sono diverse possibilità di una traduzione corretta. Ma quale di queste è la letteraria che corrisponde al  meglio al testo di partenza nel suo complesso e a questo punto del testo stesso?  Questo è il nodo cruciale. La letteratura diventa letteratura solo a mezzo di un grande insieme di fattori mutevoli: suono e ritmo, brillantezza, humor, ironia, giochi di parole, slang,  idioletti, socioletti, etc. Tutte queste caratteristiche devono essere trasmesse nel modo più adeguato possibile.

Fonte: Articolo pubblicato il 17 febbraio 2010 sul sito Linguapolis

Traduzione a cura di:
Paola Boano
Traduttrice freelance DE-> IT   IT-> DE
Diplomata al “Goethe Institut” di Torino
Ivrea (TO)