Amicizia e traduzione (4)

 Categoria: Traduzione letteraria

< Terza parte di questo articolo

4. La traduzione di Cathay di Ezra Pound, 1915
Sulla traduzione: una raccolta di quattordici traduzioni di poesia cinese classica insieme a The Seafarer in inglese antico, Cathay rappresenta un testo di riferimento nella traduzione moderna. Per quanto Pound fosse stato accusato di non conoscere davvero il cinese, le sue traduzioni confermarono la potenziale capacità del vers libre di trasportare lo spirito dell’originale. Cathay allargò anche i confini di ciò che la poesia inglese poteva fare e fu il testo che introdusse il pubblico di lettori inglesi alla poesia cinese.

Sull’amicizia: dato che Pound non conosceva quasi per niente il cinese, fece molto affidamento sugli appunti di Ernest Fellonosa, un orientalista americano e specializzato in arte giapponese. Pound non si sarebbe imbattuto negli appunti di Fellonosa se non avesse incontrato la vedova Mary McNeil Fellonosa nel 1913. L’incontro fu fortunatissimo per entrambi: McNeil trovò un poeta in grado di interpretare e riportare in vita gli appunti del marito sulla poesia cinese, mentre Pound, scontento delle traduzioni che aveva letto in precedenza, espresse il suo interesse nel sapere di Fellonosa. Dopo il primo incontro, Pound iniziò una corrispondenza con McNeil e si incontrarono di persona altre tre volte prima di convenire che avrebbe usato gli appunti di Fellonosa per curare l’edizione di un libro sul teatro Nō giapponese e un’antologia di poeti cinesi.

5. Le traduzioni dei grandi classici russi di Richard Pevear e Larissa Volokhonsky, 1990
Sulla traduzione: è una verità (quasi) universalmente riconosciuta che Richard Pevear e Larissa Volokhonsky sono i traduttori autoritari dei classici della letteratura russa. Le loro traduzioni sono state lodate per aver ripristinato le diverse voci e gli stili degli autori da loro scelti. Laddove i precedenti traduttori – in particolare Constable Garnett – avevano appianato la lingua aspra o rozza dell’originale, Pevear e Volokhonsky preferiscono eccedere nel troppo letterale o nel non idiomatico. Hanno vinto numerosi premi per il loro lavoro, compreso il PEN Translation Priza nel 1991 e nel 2002 rispettivamente per la traduzione de I fratelli Karamazov di Dostoyevsky e Anna Karenina di Tolstoy.

Sull’amicizia: si dà il caso che Pevear e Volokhonsky siano stati anche sposati. Sebbene avessero avuto entrambi esperienze individuali di traduzione, cominciarono a collaborare solo dopo un evento fortuito. A metà degli anni Ottanta, Pevear iniziò a leggere la traduzione di David Magarshak de I fratelli Karamazov e un giorno Volokhonsky gli diede un’occhiata: ciò che vide non era affatto il Dostoyevsky che aveva letto e che conosceva nell’originale russo. La coppia decise allora di sperimentare una propria traduzione del capolavoro di Dostoyevsky: completata una prima versione molto letterale della Volokhonsky, il testo passò a Pevear per la revisione dell’inglese. Dopo qualche difficoltà, la loro traduzione fu accolta con grandissimo successo quando venne pubblicata nel 1990. Da allora, si stanno facendo largo a fatica attraverso l’opera russa.

Fonte: Articolo scritto da Alice Yang e pubblicato il 14 agosto 2017 sul blog del sito Center for the Art of Translation

Traduzione a cura di:
Carmela Di Stasi
Traduttrice  EN > IT, SP > IT
Pisa