Amicizia e traduzione (3)

 Categoria: Traduzione letteraria

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3. La traduzione di Edward FitzGerald delle Rubaiyat di Omar Khayyam, 1859-1889
Sulla traduzione: la traduzione delle Rubaiyat di Edward FitzGerald ha avuto un’influenza senza pari sia in termini di rilievo letterario duraturo sia di numero di lettori. Nella traduzione, FitzGerald conserva in maniera straordinaria il modello delle quartine. A parte questo, si prese considerevoli libertà nel sintetizzare e distribuire il contenuto quando lo riteneva giusto e si impegnò a organizzare le strofe sparse dell’originale. Pubblicate per la prima volta nel 1859 ma riviste altre quattro volte nell’arco di trent’anni, si pensò inizialmente che le Rubaiyat fossero una composizione originale e furono lodate all’unanimità da personaggi come Tennyson, Swinburne, Rossetti, Carlyle, Thackeray e Ruskin. Persino oggi, le Rubaiyat di FitzGerald sono ancora la più eminente traduzione del capolavoro di Omar Khayyam.

Sull’amicizia: non sarebbe una forzatura dire che FitzGerald non avrebbe tradotto le Rubaiyat senza il suo caro amico e possibile amante Edward Byles Cowell. Un mentore per FitzGerald, Cowell non solo lo incoraggiò a tradurre ma gli insegnò anche il persiano (e lo spagnolo). Inoltre, Cowell offrì in dono a FitzGerald la sua trascrizione del manoscritto delle Rubaiyat di Sir William Ouseley (che all’epoca era stato scoperto solo da poco nella Biblioteca Bodleiana) e più tardi gli diede una copia del manoscritto stesso.  La loro relazione non fu affatto unidirezionale: FitzGerald intraprese il progetto in parte anche per ringraziare Cowell per averlo aiutato con i suoi primi tentativi di traduzione dal persiano e dallo spagnolo. Le Rubaiyat di FitzGerald sono al centro di questa lista e sono l’esempio di come l’amicizia possa produrre a volte capolavori letterari.

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Fonte: Articolo scritto da Alice Yang e pubblicato il 14 agosto 2017 sul blog del sito Center for the Art of Translation

Traduzione a cura di:
Carmela Di Stasi
Traduttrice  EN > IT, SP > IT
Pisa