Tradurre l’intraducibile

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La lingua è cultura, è lo specchio dell’evoluzione di un popolo in un determinato contesto storico e sociale, è legata ad esso da una connessione imprescindibile. La lingua cambia, è dinamica, sempre in movimento si adatta alla realtà e a sua volta modifica essa stessa la realtà, la plasma dando un nome alle cose. È la nostra lingua che crea la nostra Weltanschauung, la nostra visione del mondo ed è diversa per ogni lingua e ogni popolo. La lingua ha il potere di costruire e di comunicare, ovvero, trasmettere un messaggio dal pensiero alle parole, da un codice linguistico in un altro. Per questo, anche la traduzione è comunicazione ed è efficace solo quando il messaggio arriva a destinazione. Ma come si fa a comunicare termini intraducibili? Spesso si tende a commettere l’errore di considerare termini e concetti come sinonimi. La realtà linguistica è ben diversa, soprattutto nel campo della traduzione. Il termine è l’elemento lessicale, la parola, mentre il concetto è l’essenza della cosa, l’idea. Per questo, quando traduciamo da una lingua in un’altra, non sempre possiamo trovare il termine esatto che descrive un concetto. Esistono concetti racchiusi in parole che ci sembrano “intraducibili”, cioè parole che non hanno un’equivalenza con alcun termine in un’altra lingua, soprattutto se appartengono ad una sfera molto più profonda del sentire e dell’immaginazione di una cultura. Il primo passo per la traduzione dopo la comprensione è l’interpretazione per questo comprendere e tradurre una lingua non significa imparare termini, ma acquisire concetti. Come lo spleen inglese che non si può di certo tradurre banalmente con milza, lo chutzpah ebraico o la Zweisamkeit tedesca che si può tradurre maldestramente con solitudine a due; la saudade portoghese, una nostalgia particolare avvicinabile forse solo all’Heimweh tedesco, e tantissime altre parole che non trovano un riscontro esatto nella lingua di ogni giorno perché frutto di una specifica cultura. Parole cariche di matrice ideologica come human rights e democrazia hanno una connotazione diversa in regioni del mondo differenti come il Medio Oriente e l’estremo oriente, in cui vigono assetti socio-politici diversi dall’Occidente o fondati su valori religiosi estranei ai nostri. Ma la sfida della traduzione è proprio riuscire a comunicare il concetto, il senso che si esprime in una lingua e trasferirlo in un’altra cercando di riferire la stessa immagine o lo stesso sentimento. Non esiste nulla di completamente intraducibile. Schopenhauer riteneva che si arriva a possedere una lingua quando si ha la capacità di tradurre in questa non solo libri, ma se stessi. Forse la cosa più bella di conoscere più lingue è proprio quella di trovare in un’altra lingua un termine per qualcosa che nella tua madrelingua non saresti mai stato capace di dire con le parole.

Articolo di:

Gabriella De Rosa

Traduttrice EN-ITA DE-ITA

Salerno