Traduzione… questa conosciuta!

 Categoria: Traduttori freelance

Quanti di voi, anzi di noi, traduttori professionisti, con che so io, laurea triennale, magistrale, master, dottorato, corsi di studi all’estero, anni di esperienza alle spalle, notti insonni trascorse davanti a un noiosissimo computer, e ancor di più, si sono scontrati, almeno una volta nella vita, con la triste realtà di dover competere con chi traduttore non è, ma ci fa?

Ebbene si, perché per molti pare non esserci nulla di più entusiasmante nella vita che alzarsi al mattino, prendersi un bel caffè e, non sapendo come trascorrere una triste giornata autunnale, mettersi a tradurre.

Quanti me ne sono capitati! Di quelli che dal nulla ti mandano il famoso messaggio chiedentoti quanto prendi all’ora o a parola, o anche come calcoli il tuo tariffario, perché loro ovviamente non lo sanno, non hanno esperienza, questo lavoro non l’hanno mai fatto, ti dicono, ma tu invece si e quindi hanno pensato bene di chiedere a te, perché magari puoi dar loro una dritta… “Certo, qualche traduzioncina qua e là mi è capitata, non sono totalmente a digiuno… “. E in cuor tuo sai che probabilmente l’ultima risale ai tempi delle superiori quando cercavano di trascrivere i testi dei Police e di capirne il significato. Insomma, visto che tali traduttori improvvisati, senza arte né parte, sono momentaneamente anche senza lavoro e poiché la zia della nonna del fidanzato della sorella sta cercando qualcuno per tradurre il suo libro di ricette hanno pensato bene di proporsi, del resto che li hanno fatti a fare tre anni di francese alle medie e cinque di inglese alle superiori? A qualcosa saranno pure servite quelle due ore di lingua straniera a settimana mentre facevano gli aeroplanini di carta, scarabocchiavano sul banco e riempivano il diario di cuori e cuoricini!

Ecco, per esperienza personale vi assicuro che per un traduttore non c’è niente di più frustrante e meno gratificante. È come se tu, grande appassionato di “E.R. – Medici in prima linea”, avendo anche giocato tanto all’allegro chirurgo da bambino, avessi una faccia talmente tosta da fare domanda presso l’ospedale del paese, non dico come cardiochirurgo, ma per quel posto vacante da assistente o infermiere. Ovvio, non possiamo neanche lontanamente paragonare il lavoro e la responsabilità di un chirurgo con quella di un traduttore. Assolutamente no… anche se sfiderei chiunque a firmare un atto di divorzio o di compravendita di un immobile tradotto dal mio compagno delle medie che si divertiva a tradurre canzoni, a guardare un film il quale adattamento del doppiaggio invece che essere affidato a un adattatore dialoghista è stato svolto da mia cugina appassionata di lingue, o ad affidare la traduzione di un saggio scientifico al fratello del mio amico che ha studiato un mese a Londra. Allora diciamo che se avete una discopatia lombare venite pure da me. Non che sia una fisioterapista, ma mi diverto a fare massaggi e dicono che sono anche brava!

Articolo scritto da:
Elena Camodeca
Traduttrice e interprete
Amsterdam (Paesi Bassi)