Scrivere il proprio cv da traduttore

 Categoria: Traduttori freelance

Visto che lavoro soprattutto con clienti diretti che trovo tramite passaparola, il mio curriculum ha proprio bisogno di essere spolverato. Recentemente mi sono quindi messa alla ricerca di informazioni e consigli per aggiornarlo in modo che appaia chiaro ed efficace. Ed ecco come mi sono imbattuta nell’articolo di Marta Stelmaszak: “Curriculum vitae that works in the translation industry”, disponibile gratuitamente sul suo sito internet wantwords.co.uk. Traduttrice ed interprete freelance, Marta ha lei stessa assunto numerosi traduttori durante la sua carriera, ed è quindi la persona perfetta per darci consigli su quello che funziona e quello che bisogna assolutamente evitare quando si parla di CV. Con il suo permesso, vi presento un riassunto dei suoi consigli in italiano.

Ecco le varie categorie che devono comparire nel vostro CV.

  1. Nome e dati personali: date al vostro interlocutore più mezzi possibili per contattarvi (telefono, email, indirizzo Skype, profilo LinkedIn, sito web…) e dimenticatevi della foto!
  2. Titolo: indispensabile per fare in modo che il vostro CV non diventi uno dei tanti, il titolo deve come minimo indicare la vostra combinazione linguistica (“traduttrice indipendente dallo spagnolo verso il francese“). Per essere ancora più d’impatto, pensate a degli aggettivi (“esperta”, “affidabile”, “specializzata”).
  3. Profilo: chi siete, che cosa fate e spiegate in 2 o 3 linee perché dovrebbero scegliervi, magari sotto forma di punti. Evitate di usare la prima persona in modo da non apparire troppo presuntuosi e pensate di sviluppare questi punti nella seconda parte del vostro CV.
  4. Successi: indicate quello di cui andate particolarmente fieri (diploma, raccomandazioni, riconoscimenti professionali, pubblicazioni, numero di parole tradotte fino ad ora, ecc.) Non siate troppo modesti, perché anche se alle prime armi avrete sicuramente fatto già qualche esperienza (ottenuto un diploma, pubblicato un articolo, creato un sito web, ecc.)
  5. Esperienze professionali: il rischio qui è di dire troppo o troppo poco. Presentate solo i lavori che sono attinenti con la traduzione (nome del datore di lavoro, date e mansione), fate un riassunto di circa una frase a proposito della vostra esperienza e presentate 4 o 5 dei vostri lavori. Se siete lavoratori indipendenti, fate il nome di qualche cliente e presentate alcuni dei progetti che avete realizzato in ciascun settore di specializzazione.
  6. Istruzione e formazione: a meno di non possedere un diploma prestigioso che metterete allora in luce nella sezione “Successi”, non è necessario menzionare prima la vostra istruzione. Presentate solo quello che dimostri le vostre competenze (formazione, certificazioni, formazione continua, ecc.)
  7. Associazioni e reti personali: questa sezione è importante ma più per voi stessi che per il vostro interlocutore. Essa contribuisce infatti a rafforzare la vostra immagine di esperto.
  8. Altre qualifiche e interessi: aggiungete in questa sezione le vostre competenze informatiche, le altre lingue che padroneggiate ed eventualmente le vostre qualità personali e i vostri hobby. Questa è la parte meno importante del vostro CV, ma essa sarà comunque consultata, meglio quindi non trascurarla.

Presentate le varie sezioni in questo preciso ordine. Esse sono organizzate per livello d’importanza, mettendo così in valore il vostro profilo e le vostre competenze fin dall’inizio al fine di attirare immediatamente l’attenzione del lettore. Portando le prove di quello che affermate successivamente nella restante parte del documento.

Seconda parte di questo articolo >

Fonte: Articolo scritto da Gaëlle Gagné e pubblicato il 12 febbraio 2012 sul sito di Trëma Tradutcions

Traduzione a cura di:
Claudia Ferrazzin