Perché non vai a vivere in Italia?

 Categoria: Traduttori freelance

Sono sempre stata affascinata dal fatto che la traduzione fosse un mezzo per facilitare la comprensione tra le persone. Spesso parliamo la stessa lingua e non ci capiamo ed è ancora più difficile farlo in lingue diverse. Io ho svolto i miei studi alla facoltà di filologia all’Università statale di Mosca e ho scelto la lingua italiana semplicemente perché mi sono innamorata dell’Italia, della sua lingua e della sua cultura. Mi ricordo il mio primo incarico da interprete: stavo aiutando un regista italiano venuto in Russia per girare un film sulle icone. Era molto interessato all’immagine di Edessa, un Mandylion, genere poco diffuso in Italia.

Era allo stesso tempo stimolante e complicato, trattandosi di una tematica molto specifica. Al termine di quell’esperienza mi sono resa conto che mi piaceva sia la traduzione sia l’interpretariato ma ciò che più mi stava a cuore era l’argomento della traduzione. Non mi ispira molto, diciamo, una traduzione  ordinaria di documenti o di trattative petrolifere. Sono sì, pronta a prendere in mano un lavoro di questo tipo, ma mi importa molto che la mia traduzione abbia un qualche tipo di valore per la società. Per esempio, oggi è spesso richiesto l’aiuto di un traduttore nella compilazione dei documenti per l’adozione oppure nelle pratiche delle cure mediche.

Oserei dire che quella del traduttore sia una professione ingrata, in quanto solitamente chi può permettersi di pagare per un servizio del genere, raramente considera il traduttore un professionista. Spesso il committente vorrebbe pagare meno di quanto richiesto e non sempre tratta un traduttore con rispetto. Per questo motivo non è tra le professioni più remunerative e rispettabili. E tuttavia, posso affermare che molti laureati Mosca in un modo o nell’altro svolgono questo mestiere, in particolar modo con la lingua italiana. E qui, come in tanti altri ambiti, occorre essere veloci, avere la capacità di inserirsi nell’ambiente lavorativo, conta molto la stessa attitudine alle relazioni interpersonali e al saper mantenere i contatti. Occorre, altresì, conoscere a fondo la realtà del paese della lingua con cui lavori.

Seconda parte di questo articolo >

Fonte: Articolo scritto da Aleksandra Bibikova e pubblicato il 3 marzo 2016 sul blog Theory&Practice

Traduzione cura di:
Violetta Giarrizzo
Dottoressa Magistrale in Lingue Straniere per la Comunicazione Italiana
Torino