Lo specchio dell’ideologia del traduttore (3)

 Categoria: Traduttori freelance

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Secondo la traduttrice e studiosa Snell-Hornby, esistono due scuole di pensiero europee che si occupano di traduzione. Da un lato la Scuola Übersetzungswissenschaft o traslatologia, il cui orientamento principale è la linguistica, e dall’altro la Scuola della Manipolazione, che è quella che ci interessa di più nel nostro articolo. La Scuola della Manipolazione ha un orientamento culturale, la sua sede è collocata in Olanda, e conta su accademici come Lefevere, Lambert, Hermans, Bassnett e Toury.Dato che questa scuola affronta principalmente il tema della traduzione letteraria, potremmo pensare che le idee degli esperti nell’ambito della manipolazione sono valide solo per la traduzione letteraria. Tuttavia, stando a quanto affermano i suoi stessi membri, non è così, dato che la maggior parte di questi ritiene che il proprio lavoro sia applicabile a tutti i tipi di traduzione: “sia orale che scritta, letteraria e non letteraria, e senza restrizioni nel tempo o nello spazio”.

Gli studiosi di Manipolazione basano il loro lavoro sulla teoria polisistemica. Ciò che i suoi autori intendono con polisistema è un insieme di sistemi diversi, che si caratterizza per opposizioni interne e cambiamenti continui. Uno di questi sistemi sarebbe quello letterario, che è costituito da numerosi sottosistemi, nei quali la traduzione è un fattore da considerare, dato che può svolgere un doppio ruolo: portatrice di elementi innovativi o strumento conservatore per rafforzare e consolidare il modello letterario canonico nella cultura ricevente. Il concetto polisistemico fu coniato dagli studiosi di traduzione, tra i quali il ricercatore e pioniere della teoria del polisistema, Even-Zohar, in Israele, che considerava “La letteratura tradotta non solo come un sistema integrale all’interno di un qualsiasi sistema letterario, ma come il sistema più attivo al suo interno”.

Per concludere, possiamo dire che, in relazione a quanto detto precedentemente, l’ideologia si può trasmettere in forma volontaria o involontaria nella traduzione, e ciò può essere considerato in maniera positiva o negativa, a seconda della persona. Tuttavia, il fatto che il traduttore lasci la sua impronta non è sempre negativo, perché se lo fa nella maniera migliore può arricchire la traduzione e renderla più divertente per il lettore.

Fonte: Articolo scritto da Chaimae El Hnoudi e pubblicato il 5 aprile 2019 su Mundiario

Traduzione a cura di:
Erica Mele
Lecce