Lo specchio dell’ideologia del traduttore (2)

 Categoria: Traduttori freelance

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In base a ciò che afferma il libro “A proposito di ideologia”, pubblicato dalla professoressa, traduttrice e ricercatrice María Calzada Pérez, l’ideologia si può manifestare su due piani diversi, il primo è quello grammaticale e il secondo è quello lessicale: “L’aspetto ideologico si può (…) manifestare internamente al testo stesso, sia a livello lessicale (riflesso, per esempio, nella scelta deliberata o nell’omissione di una determinata parola(…)) e a livello grammaticale (per esempio l’uso di strutture impersonali per evitare di esprimere l’agente). Gli aspetti ideologici possono essere più o meno espliciti nel testo, a seconda del suo argomento, del genere e dei suoi scopi comunicativi pag. 23).

Pertanto, l’ideologia di un traduttore si riflette nel momento in cui compie il suo lavoro di traduzione. In base al tipo di testo tradotto, il traduttore opta per una terminologia che sembra più adatta a realizzare la traduzione di quel determinato genere nel testo originale, usando, per esempio, un termine specifico od omettendolo. Per evidenziare quello che abbiamo appena spiegato, abbiamo a disposizione un ottimo esempio in cui l’ideologia si mostra in maniera esplicita all’interno di una traduzione, ed è la traduzione dell’autore Voltaire di una frase dell’opera “Amleto”. Shakespeare scrisse “thus conscience doth make cowards of us all” (la coscienza ci rende tutti codardi), mentre Voltaire lo tradusse come “d’un héros guerrier, fait un chrétien timide” (di un eroe guerriero fa un cristiano timido). Qui possiamo constatare in modo chiaro come Voltaire abbia rispecchiato la sua ideologia attraverso la traduzione chiamando i cristiani timidi, mentre il testo originale non ne fa menzione.

Nel caso di Aelfrico, scrittore e religioso anglosassone, al momento di tradurre i manoscritti “Vite dei santi” in epocamedievale, si vede una sostanziale sintesi del libro, fatta per renderlo più interessante a noi cristiani. E anche, affinché, chiunque potesse leggerlo in autonomia senza dover ricorrere a un curato per comprenderlo. In questo caso possiamo apprezzare la modifica realizzata dal traduttore che influisce, così, sul testo d’origine cambiando la sua struttura proprio come sottolinea María Calzada Pérez nel suo libro.

Seguendo questa linea, possiamo citare un altro esempio abbastanza rappresentativo, che consiste in una traduzione del Nuovo Testamento della Bibbia che si riferiva a Dio come “Lei”. Questo riferimento fu rivisto e riformulato in modo tale che il genere diventasse maschile, così che il traduttore lo vedesse adatto a un pubblico anglosassone e in gran parte maschile. Attraverso ciò, il traduttore mostra in maniera palese la sua ideologia e le sue convinzioni. Ciononostante, non possiamo parlare dell’ideologia nella traduzione senza fare luce sulla famosa Scuola della Manipolazione.

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Fonte: Articolo scritto da Chaimae El Hnoudi e pubblicato il 5 aprile 2019 su Mundiario

Traduzione a cura di:
Erica Mele
Lecce