Lettera aperta al traduttore principiante (9)

 Categoria: Traduttori freelance

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Lo stesso vale per quanto riguarda le case editrici. È già da un po’ di anni, sembra preistoria, ma credo 10 anni ormai, dopo una delle mie “battute di invio curricula”, feci una prova per la casa editrice VM (lascio le iniziali come nei programmi di gossip, onde evitare…) adesso inesistente, e mi scelsero. Con la promessa di un lavoro regolare, proponevano delle tariffe irrisorie: 5,5 € i 2100 caratteri. Però, ho pensato, intanto meglio iniziare e poi ci sarà modo di chiedere di più. Errore grossolano. E non solo riguardo alle tariffe, anche l’organizzazione della casa editrice era nefasta, non mandavano mai esempi giustificativi al traduttore e alla fine chiusero, dovendo molti soldi ai collaboratori esterni. Ho avuto la fortuna di essere pagata, però non tutti possono dire lo stesso, purtroppo. Inoltre, non riuscirono a pubblicare molte traduzioni, tra le quali un romanzo bellissimo di Brandon Sanderson da me tradotto e caduto nel dimenticatoio. Tariffe e condizioni a parte, il trattamento ancora una volta è anch’esso importante. Lavoriamo e siamo delle persone, non robots senza anima. Ricordo quanto furono comprensivi con me la maggior parte dei miei clienti, quando mio padre fu in punto di morte, alcuni anni fa. Furono dei mesi di incertezza, di corse all’ospedale nel momento meno opportuno e di notti insonni. Avevo vari progetti a metà, che rimasero nell’aria o che dovettero essere poi riassegnati. Ci fu chi fu comprensivo e chi affatto, come un’azienda per la quale dovevo fare descrizioni audio. Come succede con gli amici, è nei momenti peggiori che vedi la qualità umana e ti rendi conto se vale la pena o meno continuare a lavorare per e a seconda di chi. E con il tempo, ti renderai conto che dare la priorità è vantaggioso.

Lavori con più tranquillità e, inoltre, molto meglio, sapendo che quel determinato cliente paga bene e a tempo, che è flessibile, nel caso avessi qualche imprevisto. In sostanza, caro lettore principiante ti capisco e quasi tutti, almeno io, abbiamo cominciato così, con incertezze, insicurezze e paure. Non saranno tutte rose e fiori, però non lasciare che ti facciano credere che sia un futuro nero come la pece. Come tutto nella vita, se veramente vuoi dedicarti alla traduzione, provaci, lavoraci e cerca di non abbatterti. Perché questa professione, ne vale la pena.