Lettera aperta al traduttore principiante (8)

 Categoria: Traduttori freelance

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Prima ti dicevo che lavorare come freelance è un’arma a doppio taglio. Il fatto di non avere un superiore è una bugia: noi siamo i nostri stessi superiori e, a tratti, arriviamo ad essere troppo duri con noi stessi. Anche se è difficile organizzarci e non dedicare al lavoro più tempo del dovuto, possiamo scegliere con chi lavorare. All’inizio questo può non risultarti facile, perché vuoi tradurre e fare esperienza, però con il tempo non è male controllare e valutare con chi ti interessa continuare a collaborare e con chi no.

Anche io ho cominciato traducendo per 4 centesimi a parola, per questo so cosa vuol dire, quando qualcuno di noi dà conferenze, scrive sui blog o in altri mezzi e ti dice di cominciare con una tariffa più alta, perché poi aumentarla è molto difficile. All’inizio del mio essere freelance, per una delle prime agenzie di traduzioni per cui ho lavorato e che mi offrì incarichi continui, mi facevo pagare questa cifra e ti prometto che quasi tutti erano documenti inviati per fax scannerizzati in pdf non editabili. Dei gioielli, sì. Nonostante questo, all’epoca mi dissi che era un modo di cominciare e mi tappai il naso. Quando, pochi mesi fa, la stessa agenzia mi ha ricontattato per un progetto simile e con la stessa tariffa, ho fatto presente che se l’importo non fosse aumentato, non avrei accettato il lavoro; era una cifra ridicola e il lavoro considerevole. Mi hanno risposto che non sarebbe stato possibile, così dissi: …che liberazione! Sono consapevole che quando si inizia non si hanno molte scelte, però è bene sollevare la questione.

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Fonte: Articolo di Scheherezade Surià pubblicato il 19/02/2017 sul suo blog En la luna de Babel

Traduzione a cura di:
Francesca Regni