Lettera aperta al traduttore principiante (5)

 Categoria: Traduttori freelance

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Mi sono messa in contatto con un’associazione di traduttori, per chiedere informazioni riguardo a questo caso e non ho avuto alcuna risposta. Ho parlato con un’avvocatessa che, non ti nascondo, mi ha fatto stare nel suo studio più di un’ora per cercare materiale giuridico in internet e determinare il mio grado di responsabilità. Ero esterrefatta. Alla fine, le venne in mente che, avvalendomi della poca gravità degli errori commessi e del fatto che l’agenzia aveva ammesso la non correzione finale del testo, potevo offrirmi di pagare una somma a parte. E fu così che ho pagato 400 euro. La cosa migliore è stata che, poco dopo, quella stessa agenzia mi contattò per un’altra collaborazione. Che strano! E io che pensavo di non essere all’altezza del lavoro. Ovviamente, non ho accettato. Questo è importante: decidi con chi vale la pena lavorare e con chi no, oh mio giovane padawan! Parleremo ancora di questo tema. Successivamente, ho passato una settimana a rifiutare lavori, pensavo: e se sbagliassi qualcosa di più grave? In quel periodo traducevo, dal tedesco al castigliano per un’altra agenzia, delle parti di testo su incidenti, cartelle cliniche e documenti riguardo a sinistri stradali. La mia autostima era a pezzi. Però, come dicono, The show must go on, no?

Succederanno molte cose durante il tuo percorso professionale. Ovviamente, ci saranno momenti più brutti e cose che forse non pubblicheremo sui social. Per esempio, sicuramente non faremo presente che non abbiamo superato la prova di traduzione per quella casa editrice o che non abbiamo consegnato a tempo una traduzione e un cliente si è lamentato e l’agenzia ce l’ha fatto pesare. Non faremo presente che abbiamo dimenticato la consegna di un testo e che abbiamo passato una notte intera, dandoci dentro con la tastiera per rimediare al nostro errore. Non faremo presente che ci è capitato di consegnare un documento incompiuto, perché non ci siamo accorti di alcune finestre o documenti in più, rispettivamente nel documento excel o nell’archivio zip. E non sono casi isolati, succede a tutti.

Questo processo di apprendimento non finisce mai. Dopo dodici anni, mi succede ancora di imbattermi in alcuni errori in qualche progetto, mi sbaglio o mi distraggo. Accetto degli incarichi anche se sono oberata di lavoro per paura di dire di no oppure, non mi impongo abbastanza per aumentare una tariffa in casi concreti urgenti, accettati più che altro per obbligo. Credimi, continuo ancora a lavorarci su.

Per questo, quando do consigli agli studenti che incontro alle mie conferenze o in questo stesso blog, non è perché io sappia più di altri, ma semplicemente perché ho avuto esperienza concreta e ho risolto in un modo o nell’altro. È chiaro che molte volte non possiamo controllare l’idea che qualcuno si fa di noi e ci sarà sicuramente chi pensa che io mi do delle arie. E questo mi porta al punto seguente, il blog e i social, elementi di cui sono consapevole ti hanno parlato all’università.

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Fonte: Articolo di Scheherezade Surià pubblicato il 19/02/2017 sul suo blog En la luna de Babel

Traduzione a cura di:
Francesca Regni