Lettera aperta al traduttore principiante (3)

 Categoria: Traduttori freelance

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Conosco altri colleghi che, come me, hanno cominciato con pochi clienti nel loro portfolio, hanno inviato moltissimi curricula e bussato ad altrettante porte, dapprima hanno iniziato come responsabili di progetti in piccolissime agenzie e sono tornati poi di rimbalzo alla traduzione. È difficile riuscire a crearsi un buon portfolio di clienti, è qualcosa che richiede il suo tempo come chiunque potrà confermarti. Come dicevo, finita la specializzazione, Olivia de Miguel, direttrice e professoressa della stessa, che aveva notato il mio interesse e apprezzava molto il mio modo di lavorare, mi passò il contatto di una casa editrice del gruppo Planeta, che si occupava dei marchi aziendali Deusto e Gestión 2000. Per loro ho tradotto alcuni manuali e libri su innovazione aziendale e simili.

Ora penserai: “Ah! Sei stata raccomandata!” Insomma, non è del tutto corretto; io preferisco dire che sono stata semplicemente messa in contatto. Tieni presente che nessuno, solo perché qualcuno ti segnala, ti continuerà a dare del lavoro se non lo fai bene. Però, e questo è molto importante, è vero che la fortuna può essere un fattore decisivo. Diciamolo, il lavoro è importantissimo, devi essere sempre pronto ed essere motivato, voler fare ciò che fai, però, allo stesso tempo, non possiamo scartare il fattore fortuna: essere al momento giusto, nel posto giusto.

Può essere che quel CV che hai inoltrato a marzo non lo terranno in considerazione fino allo stesso mese dell’anno successivo (sì mi è successo anche questo!) però, proprio in quel momento avranno bisogno di qualcuno e voilá. O, forse conosci qualcuno che conosce qualcun altro, ecc.; inoltre, d’ora in avanti, è molto importante che tutti sappiano di cosa ti occupi.

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Fonte: Articolo di Scheherezade Surià pubblicato il 19/02/2017 sul suo blog En la luna de Babel

Traduzione a cura di:
Francesca Regni