Lettera aperta al traduttore principiante (2)

 Categoria: Traduttori freelance

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All’ultimo anno dell’università, sono andata per un semestre a Saint Andrews, in Scozia. Non era un Erasmus, dato che il mio primo Erasmus l’ho fatto in Danimarca (e lì non ho fatto un bel niente, dovevamo solo scrivere un diario linguistico sulle nostre esperienze nel paese). In quell’ultimo anno, ho voluto studiare fuori e farlo sul serio. Al mio rientro, mi mancava poco per finire gli studi, mi sono dovuta mettere al pari con qualche materia che non era possibile convalidare e, allo stesso tempo, ho cominciato a pensare a che cosa avrei fatto, finita l’università. Così, ho iniziato a cercare case editrici e agenzie di traduzione, perché, a differenza di alcuni miei compagni, io avevo ben chiaro a che lavoro volevo dedicarmi. Ho ricevuto alcune risposte negative, molti “al momento non abbiamo posizioni aperte, però includiamo i tuoi dati nella nostra base dati” e molti più silenzi, per risposta. Però, non potevo fermarmi. Ho cominciato a collaborare con SOS. RACISME, traducendo documentazione dall’inglese e dal castigliano, al catalano; volevo avere esperienza dimostrabile e se, inoltre, riuscivo ad aiutare in qualcosa, meglio ancora.

Inizi

Ricordo che alla fine dell’università mi sentivo persa. La cosa più semplice, per usare un eufemismo, era continuare a studiare per specializzarmi (continuare a studiare dopo l’università è quella cosa che ti avvolge nella carta fatta di bollicine) così mi sono iscritta alla specializzazione di traduzione letteraria dell’Università Pompeu Fabra di Barcellona. Correva l’anno 2004, proprio così, “correva”, perché il tempo vola e io andavo a lezione, davo lezioni di inglese (una delle prime cose che cominciai a fare, per avere un sostentamento) e cominciavo a tradurre. Dato che non ricevevo incarichi con regolarità, il commercialista mi consigliò di usare la partita iva a intermittenza, disattivandola e mantenendola attiva in uno stesso mese, mese nel quale avrei fatturato tutto il lavoro fin lì svolto. Da quel momento in poi, mi sono mossa come una formichina. Perché tutto te lo devi guadagnare.

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Fonte: Articolo di Scheherezade Surià pubblicato il 19/02/2017 sul suo blog En la luna de Babel

Traduzione a cura di:
Francesca Regni