La paura di essere traduttore

 Categoria: Traduttori freelance

Da quando ho raccontato di come sono diventata traduttrice e di come, inizialmente, mi spaventava l’affacciarmi a questa professione, alcune persone hanno iniziato a chiedermi: come hai sconfitto questa paura?
È normale che i giovani di recente formazione o chi è nuovo della professione provi insicurezza; esistono, però, alcuni modi per affrontarla e acquisire il coraggio necessario ad investire nel mestiere di traduttore. Eccoli elencati:

1) Capire il mercato e il servizio della traduzione
Non sapere esattamente come funziona il mercato o il quotidiano della traduzione è la fonte della maggior parte delle paure del neo-traduttore. Come può informarsi o agire se ancora non conosce i meandri della professione?
Fate ricerche e leggete molto su ciò che fa parte del mondo della traduzione: come lavora un traduttore, regime CLT e autonomo, tariffe, produttività ed ergonomia, tipo di cliente e tipo di pagamento, forme del servizio, esigenze e qualificazioni e così via. Non tralasciate nulla.

2) Identificare la paura
Di cosa avete paura, esattamente? Di non riuscire a fare traduzioni di qualità? Di essere “capi” di voi stessi? Di non saper tenere bene i vostri conti? Di negoziare con i clienti? Un insieme di tutti questi fattori?
Ognuno ha i suoi punti deboli. Oltre ad identificare ciò che vi affligge, è opportuno cercare di capire in quali aree avete maggiori difficoltà e prepararvi ad incontrarle.
Dopodiché, passate ad un’analisi più rigida: le vostre paure hanno un fondamento reale? L’insicurezza accomuna tutti coloro che sono all’inizio di una carriera ed è possibile gestirla. Bisogna saper distinguere una semplice insicurezza da una difficoltà reale. Incontrare difficoltà in alcune aree non significa che queste vi siano utili ai fini del mestiere. Dire solo il necessario sarà sufficiente a colmare le lacune che si presenteranno all’inizio.

3) Prepararsi
Per colmare le proprie lacune e sentirsi realmente preparati per il mondo della traduzione, è necessario:
a) informarsi
b) perfezionarsi
Se avete problemi a gestirvi autonomamente potete, ad esempio, leggere blog di traduttori freelance, consultare siti come biblit.it (ndt), parlare con un commercialista o con vostre conoscenze che hanno attività in proprio, e così via.
Se sentite che ancora c’è bisogno di perfezionare la lingua con la quale lavorate, iscrivetevi ad un corso o studiate da soli, leggete molto, fate ricerche… al giorno d’oggi quel che non manca è il materiale disponibile!

4) Uscire dalla bolla
Leggere, studiare, informarsi… tutto questo è essenziale, ma può non essere sufficiente per avere una cognizione della realtà di mercato. Per avere un’idea sulle condizioni fondamentali di lavoro del traduttore, è opportuno parlarne con altri traduttori.
Partecipate a gruppi e forum, conversate con i traduttori più esperti ed esponete loro i vostri dubbi, partecipate agli eventi, mostratevi interessati. È questo il momento, quando iniziate ad avvicinarvi ai colleghi, di lasciare la visione romantica della professione e iniziare a sentirla come un’occupazione reale. E, di conseguenza, perderete l’iniziale paura dovuta alla semplice mancanza di informazioni.
Confrontarsi con chi è già inserito nel mercato aiuta a capire l’etica della professione, i principali problemi che un traduttore deve affrontare, le migliori strategie di mercato, di quali strumenti ha bisogno ecc.
Coraggio, buttatevi!

Fonte: Articolo scritto da Lorena Leandro e pubblicato il 22 giugno 2014 sul blog Ao Principiante

Traduzione a cura di:
Diana Osti
Traduzione tecnica & editoriale
Torino