Il traduttore professionista (3)

 Categoria: Traduttori freelance

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La competenza del traduttore, in questo contesto, sta nel decidere in quali occasioni è utile e opportuno utilizzare gli strumenti che possiede per poterli sfruttare al meglio.

E questo è quanto mai vero quando si parla di traduzione automatica (o machine translation): i motori di traduzione automatica, tanto temuti anche da chi è del mestiere, non sono altro che uno strumento a disposizione del traduttore. Se utilizzata correttamente, con i testi appropriati e nelle giuste occasioni (sempre mantenendo la trasparenza con il cliente e rispettando i vincoli di riservatezza), la machine translation può velocizzare notevolmente il lavoro del traduttore, che può ricorrere alla pratica del PEMT (Post-Editing di Machine Translation). Si tratta di una tecnica recente che consiste in una revisione più o meno approfondita della traduzione automatica svolta dalla macchina e che è sempre più richiesta, specialmente dalle agenzie di traduzione.

Per noi traduttori è pertanto cruciale tenerci aggiornati sulle nuove tecnologie e le nuove tecniche di traduzione, per rimanere sempre al passo con i tempi ed evolverci nella stessa direzione del nostro settore.

Inoltre, è importante continuare a formarsi e informarsi anche in merito alle aree di specializzazione di cui ci occupiamo. Un traduttore professionista, infatti, possiede delle competenze specialistiche in uno o più settori che gli permettono di fornire un servizio dal valore aggiunto grazie alla conoscenza approfondita dei temi che tratta. Avendo oramai chiarito che il traduttore si occupa di trasmettere concetti e non di tradurre le singole parole, viene da sé che è necessario comprendere appieno il testo per poterlo rendere al meglio in un’altra lingua. Soprattutto nel caso di testi specialistici, questo è possibile solo se il traduttore è ben preparato sull’argomento di cui traduce. Prendiamo, ad esempio, il bilancio di una società, testo già di per sé complesso nella nostra lingua madre se non ci occupiamo o non siamo appassionati di finanza: è necessario che il traduttore abbia delle competenze finanziarie per poter comprendere e rendere nella maniera più corretta la terminologia di settore e tradurre, quindi, “liabilities” con “passività” invece che con “responsabilità”, come suggerirebbe la prima voce di un dizionario bilingue. Per non parlare poi di settori ancora più delicati e complessi come quello medico. Si pensi anche solo di leggere un testo che descrive una procedura chirurgica quando le conoscenze mediche di cui disponiamo derivano da anni di bingewatching di E.R. o di Grey’s Anatomy: siamo certi di poter comprendere perfettamente il testo? E se il bingewatcher fosse il traduttore, metteremmo la nostra salute o addirittura la nostra vita nelle mani di quella traduzione?

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Articolo scritto da:
Francesca Cassina
Traduttore e Revisore EN/ES>IT
Milano