Il traduttore professionista (2)

 Categoria: Traduttori freelance

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Un po’ meno considerata, ma certamente non meno importante, è invece la competenza culturale: il traduttore, oltre a conoscere le lingue con le quali lavora, ha necessità di comprendere profondamente anche le culture dei paesi della lingua di origine e di arrivo del testo che traduce per poter veicolare i concetti nel modo più naturale possibile per i lettori finali.

L’utilizzo del termine “concetti” non è affatto casuale, poiché è proprio di questo che si occupa un traduttore: trasmette un concetto da una lingua e una cultura di origine a una lingua e cultura di arrivo, senza limitarsi a tradurre esclusivamente parole. Se così fosse, i tanto discussi motori di traduzione automatica funzionerebbero alla perfezione da soli. Le parole non sono altro che il “carburante” del traduttore: senza benzina (le parole) la macchina (il testo tradotto) non funziona, ma bisogna anche accertarsi di scegliere quella giusta e metterla nel posto giusto perché l’auto parta. Allo stesso modo, dunque, bisogna accertarsi che la parola che utilizziamo nel nostro testo di arrivo sia la più appropriata al contesto della frase in cui la inseriamo.

Arriviamo così alle competenze tecniche, intese sia a livello di tecniche traduttive – grazie alle quali il traduttore sarà in grado di decidere se è necessario, ad esempio, sostituire un gioco di parole con un’espressione corrispondente nella lingua di arrivo, se tradurre letteralmente o riformulare una frase, se è necessaria una Nota del Traduttore per spiegare un termine intraducibile, ecc. – sia a livello di strumenti da utilizzare.

Oggi abbiamo la fortuna di disporre di un’ampia gamma di software di traduzione assistita (CAT Tool) molto avanzati che permettono di incrementare la nostra produttività e migliorare la qualità delle nostre traduzioni.Grazie alle funzioni presenti in questi programmi è possibile rendere più uniformi le nostre traduzioni e assicurare l’utilizzo dei termini preferiti dai nostri clienti attraverso l’associazione di un glossario, che ci consiglia quali termini utilizzare e quali no, o di una o più memorie di traduzione, che ci consentono di reperire terminologia e frasi ricorrenti sia dalla traduzione in corso che da traduzioni effettuate in passato.

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Articolo scritto da:
Francesca Cassina
Traduttore e Revisore EN/ES>IT
Milano