Il traduttore nel 2020

 Categoria: Traduttori freelance

Nell’immaginario collettivo il traduttore è una figura che sta per ore china sul suo pc, sommersa tra tomi linguistici, dizionari, rigorosamente con gli occhiali, in solitudine. Non si sa bene cosa faccia, o meglio non al giorno d’oggi, quando si hanno a disposizione tanti traduttori automatici.

In qualcosa ci si azzecca pure a volte, come sullo stare chini e soli davanti al pc. Per il resto, si può pensare a qualcosa di più moderno. Vero che la maggior parte di noi traduttori è un amante dei libri e che adora esserne circondato ma gli strumenti lavorativi che ci accompagnano al giorno d’oggi sono più moderni: programmi di traduzione assistita, dizionari online, documenti digitali di vario formato.

Quindi oggi, con tanta tecnologia intorno, cosa può ancora fare il traduttore? Preserva il suo ruolo, quello di tradurre contenuti di vario tipo che i tanti traduttori automatici non riescono ad elaborare. Quest’ultimi hanno sì fatto passi da gigante negli ultimi anni grazie ad un esponenziale sviluppo tecnologico dell’Intelligenza Artificiale ma non sono ancora, e probabilmente non lo saranno mai, al pari della mente umana. Un traduttore automatico non è in grado di capire ogni tipo di espressione idiomatica, di modi di dire perché analizza i testi in base alla traduzione neurale. Soprattutto, non è in grado di riportare alcuna emozione. Vi immaginate un testo senza parole che descrivano la paura, la gioia, tristezza, rabbia o ironia?

È questa la differenza principale tra traduttore umano e automatico. Esiste però un particolare ambito nel quale i due possono collaborare e darsi man forte: il post-editing. Il traduttore che non storce la bocca di fronte ad una traduzione effettuata con la traduzione automatica, può proporsi come post-editor ed occuparsi quindi di verificare e curare la traduzione realizzata dalla macchina. In questo caso il traduttore diventa un revisore della traduzione e si preoccupa degli aspetti sui quali un traduttore automatico non riesce a soffermarsi: punteggiatura, formattazione del testo ed inesattezze della traduzione.

Infine, sia che si lavori a stretto contatto con un traduttore automatico o che si preferisca starne alla larga, finché possibile, il traduttore umano è comunque imprescindibile e riesce ancora nel 2020 ad avere il superpotere di unire mondi diversi con le parole.

Autrice dell’articolo:
Eleonora Pezzana
Traduttrice EN,FR,ES,DE>IT
Biella