Il traduttore efficiente

 Categoria: Traduttori freelance

Con l’articolo di oggi inizia un percorso che durerà due settimane circa e in cui concentreremo la nostra attenzione sull’organizzazione del lavoro, uno degli aspetti fondamentali nella vita professionale di un traduttore freelance.
Una buona organizzazione infatti è spesso sinonimo di efficienza. Abbiamo scritto “spesso” e non “sempre” poiché conosciamo traduttori che vivono nel caos più completo ma riescono tuttavia ad essere efficienti. In linea di principio comunque, un traduttore ben organizzato è quasi sicuramente un traduttore efficiente.
Nell’articolo di oggi daremo alcuni piccoli suggerimenti sull’organizzazione del luogo di lavoro (l’ufficio o la stanza adibita allo scopo) e da domani parleremo in modo approfondito dello strumento di lavoro più importante nel lavoro di un traduttore: il personal computer.

Andiamo con ordine e iniziamo dalla dotazione di base che dev’essere presente nell’ufficio di un traduttore.
Vista la quantità di materiale di cui abbiamo bisogno per eseguire il nostro lavoro è indispensabile una scrivania di grandi dimensioni. Particolarmente funzionali sono quelle ad angolo retto.
È importante che il telefono sia a portata di mano per poter parlare con i clienti e allo stesso tempo consultare il computer. Se la presa del telefono è lontana, è auspicabile l’utilizzo di un cordless.
Il fax è uno strumento che ha le ore contate ma per adesso è imprescindibile averne uno. Attualmente si trovano in commercio apparecchi che allo stesso tempo fanno da stampanti, fotocopiatrici, scanner e fax: un’ottima soluzione a un prezzo molto ragionevole.
Infine, sulla scrivania occorre predisporre vaschette e contenitori vari per le archiviazioni nonché tutto il materiale e la documentazione di cui abbiamo bisogno per tradurre.

Un aspetto molto sottovalutato ma di fondamentale importanza è la sedia. Dev’essere comoda e deve permettere di stare seduti in una posizione corretta. La salute della nostra schiena e la nostra capacità di concentrazione dipendono dalla sedia su cui passiamo la maggior parte della giornata.
L’illuminazione è un altro aspetto, è proprio il caso di dirlo, da non perdere di vista. Se fuori è buio o brutto tempo e dalla finestra non passa abbastanza luce, la stanza dev’essere illuminata in modo diffuso per mezzo di una luce posta nel punto più centrale della stessa.
In aggiunta dobbiamo predisporre una lampada che illumini in modo particolare la zona di lavoro evitando che faccia ombra sui documenti che abbiamo sulla scrivania e che non produca riflessi sullo schermo del computer. Ad ogni modo, anche se abbiamo illuminato la stanza nel migliore dei modi e ci siamo dotati di una sedia ergonomica e di uno schermo antiriflesso, i medici consigliano di prendersi dieci minuti di pausa per ogni ora di lavoro al fine di non affaticare troppo la vista e la schiena.