Il mondo fuori dal vocabolario (2)

 Categoria: Traduttori freelance

< Prima parte di questo articolo

Questa persona non sapeva cosa significhi tradurre, quanto lavoro e passione ci sia dietro, quanto studio e fatica. E non sapeva che tradurre è un lavoro e che come tale viene valutato e pagato.

Quest’esperienza mi ha sicuramente aperto gli occhi e portata fuori dall’ambiente dei traduttori che, a volte, può essere un po’ chiuso, specialmente durante il periodo universitario, quando si è ancora molto presi a studiare e la pratica vera e propria occupa solo una parte minoritaria dell’intero percorso.

Con il tempo mi sono imbattuta in diverse traduzioni approssimative e mi sono chiesta in che condizioni avesse lavorato quel traduttore, se per caso gli fosse stato fornito il testo completo o se invece gli fosse stato consegnato solamente uno stralcio di testo da tradurre senza contesto o se, addirittura, fosse stato davvero un traduttore professionista oppure l’amico che ha passato qualche settimana all’estero e per questo sa le lingue.

E in queste situazioni sovviene sempre il pensiero del “ma chi me l’ha fatto fare?” Perché ho scelto un lavoro così poco compreso e valorizzato eppure così indispensabile che viene richiesto continuamente negli uffici, negli studi e nelle aziende, a persone che semplicemente parlano una lingua straniera, perché bisogna pur sapere cosa c’è scritto in quel documento, altrimenti come possono procedere le trattative?

Sono dell’idea che bisogna far conoscere la traduzione e il mondo che le sta dietro. Dare più visibilità ai traduttori, non solo pubblicando il loro nome sulla copertina dei libri da loro tradotti (che sarebbe già una grande vittoria!), ma anche coinvolgendoli maggiormente nelle discussioni sui libri in uscita, ad esempio, in modo che possano prendere parte ad interviste e incontri non solo con gli esperti del settore, ma anche con il pubblico comune. In questo modo si potrebbe spiegare meglio il grande lavoro nascosto che sta dietro la traduzione, non solo dei libri, ma anche dei dialoghi dei film e dei sottotitoli, fino ad arrivare a quei testi non prettamente artistici ma operativi, che servono nel mondo del lavoro e delle attività commerciali quotidiane negli uffici, aziende e nei vari enti. Solo in questo modo, il nostro lavoro sarà veramente valorizzato e ricompensato quanto deve.

Autrice dell’articolo:
Valentina Buttignon
Traduttrice madrelingua italiana, DE, RU, EN > IT
Milano