Diario di una traduttrice-dialoghista

 Categoria: Traduttori freelance

Il cinema e in generale l’audiovisivo rappresentano oggi i mezzi di comunicazione di massa più utilizzati e pertanto più familiari al pubblico italiano.

Eppure, nonostante sia risaputo che la maggior parte delle opere di cui siamo spettatori in Italia nasca in una lingua diversa dall’italiano, la traduzione audiovisiva e in generale le figure professionali di questo affascinante settore sono ancora poco note al grande pubblico.

In linea generale, le forme di traduzione audiovisiva più usate in Italia sono la sottotitolazione (soprattutto nel settore videogiochi e serie TV presenti sulle piattaforme di streaming, oggi più che mai popolari), l’oversound e la sua variante detta “simil-sync” (per interviste, documentari e docu-reality, che differiscono fondamentalmente nella lunghezza della battuta, ma sono entrambe tecniche prive di sincronismo labiale) e il doppiaggio.

In particolare, il doppiaggio è la tecnica in assoluto più diffusa e va specificato che ha una doppia funzione: eliminare eventuali difetti tecnici e/o di recitazione nel caso di produzioni italiane e sostituire la voce originale di un attore o di un personaggio animato con quella di un doppiatore. In questo senso, si ricorre al doppiaggio anche per spot pubblicitari, sia televisivi sia radiofonici.

Le due principali figure professionali coinvolte in questa trasposizione linguistica e culturale per la creazione della versione italiana di un’opera, sono il traduttore audiovisivo e l’adattatore dialoghista, che spesso coincidono nella stessa persona, come nel mio caso.

In molti concorderanno che la difficoltà principale di questo mestiere sia tradurre nel modo più accurato i dialoghi originali ricorrendo al giusto registro linguistico. In realtà però, l’obiettivo e di conseguenza la difficoltà principale quando si parla di traduzione audiovisiva, è raggiungere l’accettabilità del prodotto in termini culturali, vale a dire che il prodotto audiovisivo straniero deve risultare sufficientemente familiare al fine di catturare l’attenzione dello spettatore e garantirne il coinvolgimento. Basti pensare che molte espressioni contenenti riferimenti culturali vengono modificate per essere adattate alle espressioni occidentali ed è per questo che nel noto film di animazione Disney “Aladdin” l’espressione originale “hang on to your turban” (aggrappati al turbante) viene sostituita da “hold on tight” (reggiti forte).

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Autrice dell’articolo:
Sara Porrari
Traduttrice e Adattatrice dialoghista
Fonte Nuova (RM)