5 cose che tutti i traduttori amano odiare (2)

 Categoria: Traduttori freelance

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2. Tradurre barzellette
Tradurre barzellette deve essere da sola la cosa peggiore dell’essere un traduttore. Barzellette e idiotismi. La battuta finale è piuttosto piatta nel momento in cui provi a estrapolarla dal suo contesto, regione geografica e contesto culturale.

Una battuta su un inglese, un irlandese e uno scozzese, per esempio, sarà divertente solo per le persone che vivono in quella regione. Probabilmente sarà un fallimento davanti a un pubblico americano. E questo prima che lo si traduca in spagnolo, francese, arabo o in qualsiasi lingua con cui si lavora.

Davvero, dovrebbe esserci qualcosa nel manuale del traduttore che afferma che le barzellette devono essere raccontate nella loro lingua originale, o niente affatto. Anzi, forse solo nel loro paese d’origine e non oltre. E lo stesso vale per gli idiotismi. Non fatemi nemmeno iniziare con gli idiotismi.

Avete mai sentito quella di “far saltare in aria mucche”, “accarezzare il sedere di un cavallo” o “comportarsi più pazzo di una capra”? No? Bene, questo perché è impossibile tradurre un idiotismo. E onestamente, anche negli idiotismi inglesi è molto meglio lasciarli ai vecchi a una riunione di famiglia. Voglio dire … sul serio.

3. Farsi beccare con le mani nel sacco
Oltre a promuovere una maggiore comprensione e migliorare la propria intelligenza culturale, una delle cose migliori del parlare altre lingue è che si può parlare di persone senza che loro se ne rendano conto.

Lo so. È un piacere colpevole e forse è anche leggermente meschino. Ma se qualcuno vi ha innervosito per tutto il giorno o si è comportato come un idiota, lanciare una frecciatina su di lui in una lingua che non parla può essere un ottimo modo per sfogarsi.

A meno che non si venga colti in flagrante. Con la propria copertura totalmente spazzata via da qualcuno che nemmeno nei propri sogni più sfrenati si sia mai potuto immaginare saper parlare fluentemente il farsi, il greco, il tedesco o il mandarino. Serio momento da facepalm [1].

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Fonte: Articolo scritto da Chrsitina Comben e pubblicato ad ottobre 2016 sul Translation Journal

Traduzione a cura di:
Alessandra Carmen Mazzaglia
Traduttrice
Catania


[1] [N.d.T: il “facepalm”, letteralmente “palmo sul viso” è un termine usato nella lingua inglese per indicare imbarazzo o sorpresa e consiste nel portare il palmo della mano alla fronte]