“Ciak, si traduce!” (3)

 Categoria: Traduttori freelance

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In occasione di un Festival della Montagna, a Trento, durante una pausa di lavoro vidi un documentario su un tipo strano che sosteneva di aver trovato delle piramidi in Serbia (!). Io e la mia collega, guarda caso proprio serba, guardammo il film divertite dalle sue strane teorie, ma mentre io mi limitavo a sorridere dalle sue assurdità, lei si piegava letteralmente in due dalle risate perché diceva: “Lui non sta dicendo come è scritto nel sottotitolo, sta usando espressioni completamente diverse!” E lo diceva con le lacrime agli occhi. Evidentemente il mio collega traduttore non aveva saputo rendere in modo adeguato la strampalatezza del sedicente archeologo serbo e noi italiani ci siamo persi il 50% del divertimento. Mestiere assai difficile quello del traduttore, sempre, qualunque cosa si traduca.

Rispetto alla traduzione di un libro, quando si traducono film si ha la difficoltà di dover rispettare dei tempi, la lunghezza della pellicola e delle singole scene: tutto deve entrare al posto giusto e avvenire nel giro di un massimo di due ore risultando chiaro e scorrevole nonostante lo spazio limitato. A volte si deve decidere di sacrificare qualcosa: una parola, un concetto, ma sempre senza compromettere l’intera scena. Una sfida continua, interessantissima.

Non voglio insegnare niente a nessuno con questo mio breve articolo (forse in tanti troveranno qualcosa da ridire su quanto da me scritto), semplicemente mi fa piacere condividere un piccolo frammento di quella che è stata sicuramente l’esperienza lavorativa più bella della mia vita e dare un consiglio a tutti: guardate sempre i film in lingua originale, perché li apprezzerete molto di più, perché imparerete le lingue straniere, e perché darete tante più possibilità a chi come me avrebbe voluto continuare a fare questo lavoro per sempre!

Autrice dell’articolo:
Dott.ssa Valeria Zito
Perugia