Un traditore invisibile (3)

 Categoria: Tecniche di traduzione

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Il nostro compito è quello di trasmettere il significato del testo di partenza, tenendo presente che non sempre è possibile trovare equivalenti esatti. Ad esempio, in polacco, la parola “tavolo” non ha un solo corrispondente, ma due: stól (che indica un tavolo da pranzo) e stolik (che indica invece un tavolino da caffè o un tavolino porta telefono). In questo caso, così come in molti altri in cui non possiamo semplicemente scambiare una parola con un’altra, siamo costretti ad adattare il testo. La traduzione è un complesso processo mentale di sostituzione di significati in cui operiamo continuamente delle scelte basandoci sul nostro stile di vita attuale, sul Paese in cui viviamo, sulla nostra storia di vita e anche sulle nostre esperienze pregresse.

Differenze linguistiche a parte, ci sono una serie di altre differenze che il traduttore deve tenere in considerazione. Alcune di queste travolgono ogni traduttore, come, ad esempio, il contesto storico e sociale. A titolo esemplificativo, di recente la TV via cavo ha trasmesso una miniserie sul movimento rap negli Stati Uniti. Posso solo immaginare quanto sia stato difficile sottotitolarla, date le enormi differenze culturali presenti. Ovviamente il portoghese parlato in Brasile presenta delle varianti che riflettono il contesto sociale dei suoi parlanti, ma a differenza del rap negli Stati Uniti, queste varianti non sono intenzionali. Negli Stati Uniti, il linguaggio del rap viene spesso usato come forma di protesta. Anche se il traduttore opta per un linguaggio più informale e gergale, questo non basta a cogliere il contesto sociale complessivo del rap. Anche il contesto storico influenza la creazione del testo tradotto. Se i testi di Shakespeare o Cervantes venissero tradotti oggi, di sicuro i testi di arrivo sarebbero molto diversi dalle traduzioni fatte anche solo qualche decennio fa.

L’idea che la traduzione sia un semplice scambio di significato implica un’altra supposizione, ovvero che il traduttore sia in grado di leggere nella mente dell’autore e convertire quello che quest’ultimo pensa in un’altra lingua. Tuttavia, nessun lettore, traduttori inclusi, è capace di recepire alla perfezione ciò che un autore intendeva dire. Ogni lettura che facciamo viene influenzata in ugual modo dal nostro grado di educazione, dall’ambiente in cui viviamo e dal momento presente.

Tenendo in considerazione questi fattori, è difficile credere che il traduttore sia un essere invisibile: anche il testo più scorrevole viene fortemente influenzato dall’ambiente che lo circonda. Nessun traduttore lavora semplicemente scambiando le parole. Il nostro lavoro comporta un adattamento e un trasferimento del significato delle parole dell’autore nella realtà locale e non è quindi un caso che la traduzione di software venga chiamata “localizzazione”, in altre parole: “adattamento a modelli locali”.

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Fonte: Articolo scritto da Claudia Moreira e pubblicato su Translation Directory

Traduzione a cura di:
Federica Veggiotti
Laurea in Lingue Straniere Moderne
Master in traduzione specializzata per adattamento dialoghi e sottotitolaggio