Un traditore invisibile (2)

 Categoria: Tecniche di traduzione

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Chi di noi non ha un parente o un amico che compare di tanto in tanto per mostrarci il manuale d’istruzioni di un qualche apparecchio elettronico per chiederci se fosse possibile farne una veloce traduzione? A me è capitato diverse volte e ormai ho trovato un modo per uscire da questa situazione: do un’occhiata al manuale, ne conto le pagine e comunico quanto verrebbe a costare la mia “veloce traduzione”. Nella maggior parte dei casi questo è sufficiente a scoraggiare l’amico o il parente sfacciato.

Il risultato di questo comportamento (che possiamo definire universale) è credere che la traduzione sia un lavoro poco impegnativo. Si presume che tradurre sia facile; la gente pensa che la traduzione sia poco più di un processo automatico e meccanico in cui si fa corrispondere parola per parola il contenuto del testo di partenza (processo in cui solo “l’involucro” viene sostituito). Un’altra nefasta conseguenza della diffusione a lungo termine di questa convinzione è che i lavori di traduzione vengono sottopagati. L’idea che tradurre sia un gioco da ragazzi porta i clienti a preventivare costi contenuti ed è normale che sia le aziende sia i privati rimangano meravigliati davanti ai prezzi praticati: non sono preparati a pagare la cifra adeguata al lavoro richiesto.

Un’invisibilità impossibile
Un altro nodo centrale di questo articolo riguarda l’idea dell’invisibilità del traduttore. Questo concetto spesso trova riscontro nelle indicazioni che il traduttore deve seguire, all’incirca sulla falsa riga di queste: “riproduci integralmente il concetto del testo di partenza, segui alla lettera lo stile dell’originale e assicurati che la traduzione abbia la stessa scorrevolezza e naturalezza del testo originale”. Per la maggior parte dei critici, una buona traduzione è quella che non sembra affatto tale ed è quella in cui il traduttore riesce a rendere il senso del testo originale. Questo atteggiamento nega completamente l’intervento essenziale del traduttore nel testo.

Nella realtà, ovviamente, il nostro lavoro è leggermente più complicato di una semplice sostituzione di parole, come se fossero mattoni: è qualcosa di molto più complesso e impegnativo. È uno scambio di significati. Se la traduzione fosse un’operazione semplice, i programmi di traduzione automatica sarebbero in grado di svolgere questo compito, ma dal momento che è necessario scambiare e modificare significati, soprattutto per raggiungere la così bramata scorrevolezza nella lingua di arrivo, niente è allo stesso livello del pensiero e della capacità di astrazione degli esseri umani.

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Fonte: Articolo scritto da Claudia Moreira e pubblicato su Translation Directory

Traduzione a cura di:
Federica Veggiotti
Laurea in Lingue Straniere Moderne
Master in traduzione specializzata per adattamento dialoghi e sottotitolaggio