Traduzione estraniante e addomesticante (4)

 Categoria: Tecniche di traduzione

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Estraniamento e ruolo del traduttore
Venuti per lo più sottolinea come la strategia dell’estraniamento abbia anche delle conseguenze che influiscono sul ruolo del traduttore, il quale, rendendo visibili le differenze del testo che traduce, riesce ad uscire da quello stato di “invisibilità”, di cui si parla ampiamente nel saggio. Il lettore del testo di arrivo dunque diventa consapevole di trovarsi dinanzi ad una traduzione di un’opera appartenente ad un’altra cultura, potendo così apprezzare e criticare l’attività svolta dal traduttore, il quale dovrà esigere il giusto riconoscimento per il suo lavoro. Non a caso Venuti esorta i traduttori contemporanei ad utilizzare pratiche discorsive alternative e strategie estranianti, rifacendosi magari a traduttori che egli cita all’interno del saggio come Ezra Pound e gli Zukofsky, che hanno saputo sviluppare traduzioni discostandosi dal canone addomesticante. D’altro canto, tuttavia, Venuti è consapevole che al giorno d’oggi i traduttori non possono attuare, al contrario del passato, strategie traduttive che sconvolgano il testo in maniera estrema: difatti egli sottolinea che le norme traduttive sono piuttosto rigide nella cultura anglo-americana contemporanea e che sono applicate da copisti e contratti legalmente vincolanti. Il linguaggio contrattuale standard richiede che il traduttore aderisca strettamente al testo straniero: “La traduzione dovrebbe essere una fedele interpretazione dell’opera in inglese; non deve omettere nulla dal testo originale né aggiungere altro se non le modifiche verbali necessarie per la traduzione in inglese (A Handbook for Literary Translators)”.
Tuttavia, nonostante le regole stringenti, Venuti esorta i traduttori contemporanei ad utilizzare il più possibile variazioni discorsive, arcaismi, slang, calchi, prestiti, in modo da richiamare l’attenzione sullo status secondario della traduzione, considerata quasi sempre come una semplice opera derivativa il cui valore è inferiore a quello dell’opera originale, e segnalare le differenze linguistiche e culturali del testo straniero.

Fonte: Lawrence Venuti “The Translator’s Invisibility: A History of Translation”

Articolo scritto da:
Emanuele Paolino
Scafati (SA)