Traduzione estraniante e addomesticante (3)

 Categoria: Tecniche di traduzione

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Fedeltà abusiva
Rifacendosi al pensiero di Philip E. Lewis espresso nell’articolo “The Measure of Translation Effects”, contenuto nella raccolta “Difference in translation” di Joseph F. Graham, all’interno del saggio Venuti parla anche del concetto di “fedeltà abusiva”, affermando che un traduttore che sceglie una strategia estraniante mira a riprodurre in maniera fedele nel testo di arrivo la qualità abusiva che possiedono alcuni passaggi del testo originale. Tuttavia questa fedeltà risulta abusiva non solo per il testo originale ma anche per quello di arrivo poiché, come espresso anche da Lewis, essa esercita una duplice funzione: da un lato forza i sistemi concettuali e linguistici della lingua di arrivo, dall’altro dirige un attacco critico inverso al testo che traduce e fa in modo che la traduzione costituisca una conseguenza destabilizzante per il testo originale. In questo modo il testo dell’autore originale diventa estraneo all’autore originale stesso, nonché al nuovo lettore e traduttore. Dunque il poeta originale non riconoscerà la propria voce nelle traduzioni, non solo perché le sue idee e i suoi testi saranno resi in modo impensabile per lui, ma anche perché egli non è in grado di trattare la lingua di arrivo. Dunque, secondo Venuti, anche la resistenza può essere imperialista all’estero, appropriandosi di testi stranieri per servire i propri interessi politici e culturali in patria; tuttavia, egli sostiene anche che, nella misura in cui resiste a valori che escludono determinati testi, questa resistenza compie un atto di restauro culturale che ha lo scopo di mettere in discussione e forse riformare, o semplicemente distruggere, i canoni culturali della lingua di arrivo.

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Fonte: Lawrence Venuti “The Translator’s Invisibility: A History of Translation”

Articolo scritto da:
Emanuele Paolino
Scafati (SA)