Traduzione estraniante e addomesticante (2)

 Categoria: Tecniche di traduzione

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Strategia di resistenza
Secondo Venuti, una traduzione “should shake things up”: “una traduzione dovrebbe smuovere le cose, poiché se non lo sta facendo allora non è più una traduzione, ma è mera propaganda, un semplice rafforzare lo status quo”.
Infatti, nel suo saggio “L’invisibilità del traduttore”, egli si dichiara a supporto di quella che definisce “strategia di resistenza”, ossia una strategia traduttiva che va contro i canoni culturali e linguistici della lingua di arrivo. Questa strategia di resistenza cerca di liberare il lettore della traduzione, così come il traduttore, dai vincoli culturali che ordinariamente governano la loro lettura e scrittura e minacciano di sopraffare e addomesticare il testo straniero, annichilendo le differenze culturali. Nell’ottica di Venuti le traduzioni dovrebbero resistere all’egemonia del discorso chiaro e scorrevole, attuando un processo di deterritorializzazione (deterritorialization) della stessa lingua di destinazione, usandola come veicolo per idee e tecniche discorsive innovative. Nel caso questa strategia riesca a produrre una traduzione estraniante, allora ci sarà una sorta di liberazione dalla cultura della lingua di arrivo: il momento liberatorio si verifica quando il lettore della traduzione sperimenta, nella lingua di arrivo, le differenze culturali che separano quella lingua e il testo straniero. Venuti sostiene la sua posizione ribadendo che nonostante la traduzione sia un processo che implica la ricerca di somiglianze tra lingue e culture, essa si confronta costantemente con le differenze, motivo per cui una buona traduzione non può mai e non dovrebbe mai mirare a rimuoverle completamente. Al contrario, un testo tradotto dovrebbe essere il sito in cui emerge una cultura diversa che il lettore può intravedere, e una strategia traduttiva estraniante può preservare al meglio quella differenza, quell’alterità culturale, ricordando al lettore dei benefici ottenuti e delle perdite subite nel processo di traduzione e delle lacune incolmabili tra le culture.

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Fonte: Lawrence Venuti “The Translator’s Invisibility: A History of Translation”

Articolo scritto da:
Emanuele Paolino
Scafati (SA)