La Ritraduzione

 Categoria: Tecniche di traduzione

Tradurre significa trasferire un messaggio da una lingua di partenza (LP) a una lingua di arrivo (LA). Spesso riprodurre questo messaggio utilizzando le stesse parole è impossibile, dato che le lingue sono sistemi autonomi che funzionano in maniera diversa, sempre influenzate dalla propria cultura.

Come giustamente fa notare Umberto Eco, non è mai possibile dire la stessa cosa in una lingua diversa, tanto è vero che intitola un suo famoso libro sulla traduzione Dire quasi la Stessa Cosa, nel quale afferma:

Supponiamo che in un romanzo inglese un personaggio dica it’s raining cats and dogs. Sciocco sarebbe quel traduttore che, pensando di dire la stessa cosa, traducesse letteralmente piove cani e gatti. Si tradurrà piove a catinelle o piove come Dio la manda. Ma se il romanzo fosse di fantascienza […] e raccontasse che davvero piovono cani e gatti? […] se il personaggio stesse andando dal dottor Freud per raccontargli che soffre di una curiosa ossessione verso cani e gatti […]? Si tradurrebbe […] letteralmente, ma si sarebbe perduta la sfumatura che quell’Uomo dei Gatti è ossessionato anche dalle frasi idiomatiche.[1]

Esiste un numero infinito di variabili che obbligano il traduttore a evitare la strada della traduzione letterale. Le espressioni idiomatiche citate da Eco sono solo una delle innumerevoli sfide che un traduttore deve affrontare quotidianamente.

La traduzione, nel corso dei secoli, ha sempre affascinato gli studiosi della letteratura ma solo negli anni Settanta e Ottanta del Novecento nascono i cosiddetti Translation Studies, studi volti a comprendere le pratiche e le strategie che si celano dietro a questa prassi ormai consolidata. L’interesse si sposta sul processo traduttivo, cercando di chiarire le ragioni che hanno determinato le scelte di un traduttore. La traduzione, finalmente, da questo momento in poi, viene considerata come un atto creativo, un lavoro di reinterpretazione e come opera autonoma rispetto all’originale, e non più come il semplice frutto di un lavoro meccanico che consisteva nel trasferire parole da una lingua all’altra. Inoltre, per la prima volta si passa a osservare la pratica traduttiva, si attribuisce grande importanza alla figura del traduttore che è visto come mediatore culturale in grado di individuare la diversità tra la cultura di partenza e quella di arrivo, sapendosi comportare di conseguenza.

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Autore dell’articolo:
Andrea Facci
Traduttore
Bologna

[1]U. Eco, Dire Quasi la Stessa Cosa– Esperienze di Traduzione, Bompiani, Milano, 2016, pp. 9-10.