La Ritraduzione (5)

 Categoria: Tecniche di traduzione

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Patrizia Pierini propone un’interessante prospettiva sul mondo editoriale che determinerebbe i tempi e le modalità della ritraduzione.

In un modello teorico della traduzione ‘professionale’ come atto di comunicazione, viene oggi inserito, accanto ai fattori tradizionalmente riconosciuti come costitutivi di ogni atto di comunicazione (traduttore, ricevente, contesto, ecc.), anche il ‘committente’, che si può definire come la persona o l’istituto […] che commissiona la traduzione al traduttore. Nella fattispecie le case editrici influenzano l’attività pratica della ritraduzione in più modi: danno il via al processo decidendo quali testi ritradurre, e intervengono anche sulle modalità del tradurre, sia a livello micro, ad esempio stabilendo di non inserire note esplicative al testo, sia a livello macro, intervenendo sulla funzione del TA.[11]

In alcuni casi, quindi, vengono commissionati dei lavori di ritraduzione non tanto per adattare il testo a un linguaggio più moderno, quanto piuttosto per creare nuove edizioni della stessa opera, indirizzate a destinatari diversi. È il caso, ad esempio, dei classici adattati in libri per bambini (come L’Eneide Raccontata ai Bambini di Mondadori, appartenente alla collana Oscar Junior Classici) su cui vengono effettuati interventi di semplificazione e riduzione del testo di partenza per far sì che il nuovo target possa fruire di un testo adatto alla categoria di lettori a cui è indirizzato.

Così dai Gulliver’s Travels di Swift sono stati lasciati fuori riferimenti e allusioni all’Inghilterra del Settecento, che ha perso così la sua funzione di satira politica; i romanzi di Dickens hanno perduto la loro funzione di critica di taluni aspetti della società vittoriana; le fiabe raccolte dai fratelli Grimm come testimonianze di una ‘letteratura popolare’ di dignità pari alla letteratura ‘colta’, sono diventate storie destinate ai bambini.[12]

Un esempio di questo genere di adattamento è La Divina Commedia a cura di Alberto Cristofori dove,

All’interno di ciascun capitolo si trova il racconto in prosa, condotto sulla falsariga del poema e intercalato da alcuni versi del testo originale, scelti fra i più famosi e memorabili. Il loro significato è sempre spiegato nel testo in prosa, subito prima o subito dopo la citazione. Il libro è quindi anche una sintetica antologia della Divina Commedia.[13]

L’opera non può essere definita come una “ritraduzione” in quanto il testo originale fa parte della letteratura italiana, piuttosto esso è assimilabile a un’attualizzazione dell’originale. Tuttavia, rappresenta un ottimo esempio che illustra la natura di questa tipologia editoriale:

2. La selva oscura

- Dante smarrito

Nel mezzo del cammin di nostra vita
Mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.

Era la primavera dell’anno 1300. Avevo quindi trentacinque anni, e siccome la vita degli uomini, se si svolge perfettamente, è per sua natura di settant’anni, mi trovavo proprio a metà del cammino. Mi trovavo anche perduto in una foresta buia, aspra e terribile, che mi terrorizzava e che ancora adesso, nel ricordo, mi suscita spavento. [14]

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Autore dell’articolo:
Andrea Facci
Traduttore
Bologna

[11] P. Pierini, La Ritraduzione in Prospettiva Teorica e Pratica in L’Atto del Tradurre. Aspetti Teorici e Pratici della Traduzione, cit., p. 66.
[12] Ivi, p. 67.
[13] Dante Alighieri, La Divina Commedia, a cura di Alberto Cristofori, ELI Edizioni, Loreto (AN), 2013
[14] Ivi,, cap. “La Selva Oscura”.