La Ritraduzione (3)

 Categoria: Tecniche di traduzione

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Ma perché si ritraduce?Spesso si ritraduce per avvicinarsi maggiormente al testo di partenza, per adempiere al canone di fedeltà semantica che, talvolta, può non essere rispettato nelle edizioni precedenti di un’opera. È bene ricordare che la lingua nel corso del tempo si evolve, cambia, muta profondamente e, i testi tradotti, spesso invecchiano con lei.

Il faut retraduire parce que les traductions vieillissent, et parce qu’aucune n’est la traduction : par où l’on voit que traduire est une activité soumise au temps, et une activité qui possède une temporalité propre : celle de la caducité de l’inachèvement.[5]

Ricordo, ad esempio, che quando da adolescente leggevo la versione italiana di The Catcher in the Rye, iconico romanzo di J.D. Salinger tradotto da Adriana Motti nel 1961 in Il Giovane Holden, trovavo il lessico utilizzato, per quanto idiomatico e giovanile, più appartenente a un’epoca passata.

Dopo che la vecchia Sunny se n’era andata, restai per un poco seduto nella poltrona a fumare un paio di sigarette. Fuori faceva giorno. Ragazzi, come mi sentivo infelice. Mi sentivo così depresso che non potete immaginarvelo. […]

Bobby Fallon abitava proprio vicino a noi, nel Maine – questo, anni fa. Ad ogni modo, successe che un giorno Bobby ed io dovevamo andare in bicicletta al Lago Sedebego. Dovevamo portarci la colazione e tutto quanto, e i nostri fucili ad aria compressa – eravamo due ragazzini e via discorrendo, e credevamo di poter sparare a qualche cosa coi nostri fucili ad aria compressa.[6]

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Autore dell’articolo:
Andrea Facci
Traduttore
Bologna

[5] A.Berman, La Retraduction comme Espace de la Traduction, Presses Sorbonne Nouvelle, Parigi, 1990, p. 1.
[6] J.D. Salinger, Il Giovane Holden, Torino, Einaudi, 1961, p. 116.