La qualità in traduzione: come valutarla?

 Categoria: Tecniche di traduzione

La qualità di una traduzione è un concetto tanto fondamentale quanto difficile da definire.

Ciascuno dei partecipanti al processo traduttivo (l’emittente del testo di partenza, il traduttore, il committente e i destinatari) ha infatti un proprio particolare punto di vista sulla qualità traduttiva che può essere in contrasto con quello degli altri. Per esempio, mentre il committente può attribuire più importanza alla velocità con cui la traduzione viene consegnata, l’utente finale è solitamente più interessato alla funzionalità della stessa. È tuttavia possibile identificare alcuni criteri universali di qualità traduttiva su cui tende a convergere l’accordo di tutti: l’accuratezza, l’adeguatezza, la fruibilità e l’accettabilità.

Per ciò che concerne l’accuratezza, essa riguarda il rapporto tra testo di partenza e testo di arrivo relativamente al contenuto informativo, che deve essere trasmesso in maniera corretta e completa.
Per realizzare una traduzione accurata è quindi essenziale identificare il contenuto informativo del testo di partenza, distinguendo gli elementi fattuali o “primari”, che vanno tradotti fedelmente, dagli elementi accessori o “secondari”, che vanno invece omessi o riformulati. La distinzione tra contenuto fattuale e contenuto accessorio deve tenere conto di una serie di variabili, quali la rilevanza delle informazioni per i destinatari, l’intenzione comunicativa dell’emittente e le eventuali differenze tra le competenze culturali dei destinatari del testo di partenza e quelle dei destinatari del testo di arrivo.

Anche il criterio dell’adeguatezza concerne il rapporto tra testo originale e testo di arrivo e si misura in termini di idoneità della traduzione all’obiettivo concordato. Per il traduttore l’adeguatezza è legata all’efficienza con cui viene svolto il processo traduttivo (ed è dunque valutata sulla base del rapporto tra risorse impiegate e risultato ottenuto), per il destinatario una traduzione può definirsi adeguata se è efficace dal punto di vista comunicativo, mentre per il committente l’adeguatezza è legata alla correttezza linguistico-contenutistica della traduzione, oltre che alla sua presentazione grafica.

I parametri della fruibilità e dell’accettabilità pongono invece l’enfasi sull’aderenza della traduzione alle norme del contesto socio-culturale cui è destinata.
In particolare, con il criterio della fruibilità si fa riferimento alla comprensibilità, alla chiarezza e alla scorrevolezza del testo prodotto dal traduttore. Una traduzione fruibile deve pertanto avere un livello di leggibilità e naturalezza pari a quello del testo originale se non addirittura superiore, giacché il traduttore possiede auspicabilmente capacità di scrittura assai superiori a quelle dell’autore del testo di partenza.

Quanto al criterio dell’accettabilità, essa riguarda la conformità della traduzione alle aspettative dei destinatari in termini di regole linguistico-stilistiche. Una traduzione è quindi accettabile se rispetta una serie di convenzioni sintattiche, lessicali, ortografiche e di punteggiatura.
È chiaro dunque che, per quanto la qualità traduttiva sia un concetto essenzialmente soggettivo e variabile, i quattro criteri esaminati forniscono indubitabilmente un valido strumento nella valutazione di una traduzione.