La PEMT: Post Editing Machine Translation

 Categoria: Tecniche di traduzione

Sapete l’ultima dell’industria della traduzione? Si chiama PEMT, che sta per l’inglese “Post-Editing Machine Translation”, ed è quando un cliente fa tradurre un testo a un programma per poi mandarlo a un traduttore per la revisione finale. Alcuni clienti utilizzano MT (Machine Translation) più sofisticate di quelle on line, ma nella mia esperienza Google Translate è lo strumento di traduzione più conosciuto e perciò quello che i clienti usano di più quando vogliono una traduzione al prezzo di una revisione (cioè circa la metà).

Sembra bello, vero? A chi non piace risparmiare qualche centesimo quando compra qualcosa? Ma il primo errore sta proprio qui. La traduzione non è una merce, ma un servizio. Non si paga soltanto il prodotto finito. Si paga la competenza che sta dietro ai passaggi necessari ad arrivare a quel prodotto finito: una traduzione che funziona, senza errori, che non suona letterale e macchinosa, adeguata al contesto o, come dice qualcuno, che canta.

Ma vediamo innanzitutto le fasi del processo traduttivo, perché i non traduttori spesso non hanno idea di quanto possa essere complesso.

TRADUZIONE UMANA
1. L’agenzia o il cliente mandano il testo originale al traduttore.
2. Il traduttore lo legge nella lingua originale.
3. Riflette.
4. Digita la traduzione.
5. La rivede attentamente.
6. La rimanda all’agenzia o a un altro traduttore per un’ulteriore revisione.
7. Il testo viene rivisto.
8. Le criticità vengono discusse e corrette.
9. Il traduttore e/o il revisore confermano la versione definitiva.
10. La traduzione viene inviata al cliente.

PEMT
1. La macchina traduce il testo.
2. Il testo di arrivo che ne risulta viene mandato al traduttore per la revisione.
3. Il traduttore legge il testo originale.
4. Legge il testo di arrivo.
5. Si accorge che la traduzione è piena di errori.
6. Riflette, ma dover leggere costruzioni linguistiche sbagliate e vedere termini e periodi totalmente inadeguati in quel contesto infiacchisce i suoi processi cerebrali.
7. Legge e rilegge il testo d’origine e quello di arrivo per assicurarsi che le sue correzioni rispettino il testo originale. Questo processo può richiedere parecchio tempo.
8. Deve usare il mouse per selezionare parole e frasi da eliminare o tagliare e incollare altrove. Anche questo fa perdere molto tempo. Il traduttore potrebbe addirittura decidere che sia più veloce cancellare intere frasi e rifarle daccapo.
9. Il traduttore rilegge la traduzione daccapo, perché ha fatto talmente tante correzioni che deve assicurarsi che abbia senso e sia scorrevole.
10. Rimanda il testo di arrivo all’agenzia o al cliente. Poiché si è trattato di una revisione, non verranno fatti ulteriori controlli, a meno che il cliente non lo richieda esplicitamente e paghi per il servizio.

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Fonte:  Articolo scritto da Nikki Graham e pubblicato il 30 maggio 2015 sul proprio blog My Words for a Change

Traduzione a cura di:
Gaia Giaccone
Traduttrice freelance
Roma