È impossibile rispondere a priori a questa domanda, ma possiamo comunque fare qualche riflessione in proposito.
Prima di tutto, molto banalmente, dipende dalla preparazione, dall’indole e dagli stimoli del traduttore. Il traduttore portato per la traduzione tecnica, che si è specializzato in quel campo, che può contare su risorse terminologiche di vario genere e che mette molta passione in quello che fa, sicuramente risponderà che per lui è infinitamente più semplice tradurre un manuale tecnico rispetto a un romanzo.
Viveversa, il traduttore che si è sempre dedicato alla traduzione editoriale e in modo particolare a quella letteraria, vi dirà che la traduzione di un manuale tecnico è per lui un’impresa improba e non sa neppure da dove cominciare.
Detto della soggettività della risposta e della difficoltà nell’eseguire un’analisi imparziale, proviamo ad andare un pochino più a fondo nella questione.
Il traduttore che si occupa di traduzione tecnica deve conoscere la lingua sorgente e deve sapersi esprimere in modo comprensibile nella lingua d’arrivo. Per evitare di scrivere strafalcioni deve avere buona familiarità con l’argomento trattato nel documento da tradurre (o comunque con il campo al quale esso si riferisce) e deve conoscere la terminologia tecnica settoriale.
Ad ogni modo, può avvalersi di dizionari, di glossari e, in qualche caso, di memorie di traduzione.
Nel tradurre, un grande aiuto gli arriva dai software di traduzione assisitita, che gli rendono il compito molto più facile e veloce.
Il traduttore letterario deve conoscere alla perfezione entrambe le lingue per saper cogliere tutte le sfumature della lingua sorgente e saperle riprodurre in modo adeguato nella traduzione. Deve conoscere l’autore, il suo stile e la corrente letteraria alla quale appartiene. Deve sapersi esprimere con un linguaggio forbito e ricercato. Il contenuto dei libri che traduce lo costringe spesso ad informarsi su questioni che non hanno nulla a che vedere con la traduzione in generale: per svolgere il proprio compito deve saper trovare le informazioni necessarie a diventare rapidamente un esperto di alberi secolari californiani piuttosto che di indumenti tipici dell’epoca napoleonica o di tecniche aborigene per la costruzione di imbarcazioni. All’occorrenza deve sapersi documentare circa il modo di esprimere i sentimenti o in generale di rapportarsi con il prossimo di individui che parlano un dialetto della lingua sorgente con cui non ha molta familiarità. Dopo averlo fatto deve saper trovare nella lingua d’arrivo il modo per ricreare un effetto equivalente.
Alla luce di quanto detto, pur dando grandissima importanza alla traduzione tecnica, senza la quale quest’agenzia non esisterebbe, riteniamo che per essere un buon traduttore letterario occorra qualcosina in più rispetto ai requisiti necessari per essere un buon traduttore tecnico. La traduzione tecnica si impara e si migliora con lo studio, nella traduzione letteraria questo è possibile solo in parte. Traduttori letterari si nasce non si diventa.