Come tradurre le espressioni gergali

 Categoria: Tecniche di traduzione

Tanto nella traduzione scritta quanto in quella orale, il gergo dà sempre del filo da torcere. Per tradurlo al meglio, talora sono necessarie delle discrete “acrobazie”. E, senza una buona conoscenza della lingua, è assolutamente impossibile farlo.

Con “gergo” non intendiamo certo i prestiti linguistici entrati a far parte del lessico ormai da tempo. Si tratta piuttosto di un nuovo “strato”, un insieme nel quale confluiscono parole e locuzioni provenienti da svariati linguaggi settoriali. Possiamo ivi includere il linguaggio amministrativo, quello militare, il gergo degli ambienti malavitosi, o ancora quello giovanile.

Tutte queste espressioni, un tempo caratteristiche soltanto di un determinato gruppo sociale, gradualmente smettono di indicare l’appartenenza del parlante a un dato gruppo e iniziano invece a trovare un utilizzo via via più ampio da parte di tutti gli strati sociali. Persino i politici, dai quali in genere ci si aspetterebbe un certo livello di formalità,  nei loro discorsi “peccano” utilizzando espressioni gergali e…politicamente scorrette, ma ormai parte integrante della lingua.

Come può orientarsi un traduttore in casi del genere? Come sempre, nella traduzione sono richieste conoscenza, abilità e un pizzico di creatività, per riuscire a rendere ciò che a rigore sarebbe intraducibile. Nel tradurre le espressioni gergali è utile ricorrere a dizionari specifici o ai forum presenti in internet. Di grande aiuto possono essere anche film e serie tv in lingua straniera, che favoriscono moltissimo l’apprendimento di un lessico aggiornato e di espressioni largamente diffuse nella lingua di tutti i giorni.

Fonte: Articolo pubblicato il 23 gennaio 2013 sul sito Tlumaczmy

Traduzione a cura di:
Valentina Brusamento
Traduttrice EN, PL > IT