Accuratezza Vs chiarezza nella traduzione

 Categoria: Tecniche di traduzione

Cos’è una buona traduzione se non un’accurata e fedele traduzione? Deve riportare la stessa questione, raggiungere lo stesso obiettivo e creare la stessa impressione nella lingua d’arrivo, come l’originale aveva fatto nella lingua d’origine. Sicuramente ottenere questo può essere un’impresa difficile e superata: concetti nel testo originale potrebbero non esistere nella cultura del destinatario; le norme culturali dei lettori in lingua di partenza e di quelli d’arrivo potrebbero differire e forse la traduzione dovrebbe ricreare non la “stessa” impressione, ma una “equivalente”, qualunque essa sia esattamente.

Ma qual’ era precisamente l’intenzione dell’autore del testo in lingua di partenza? La scelta delle parole hanno avuto modo di esprimerla completamente? Un gran numero di testi in lingua originale sono stati scritti seguendo impostazioni commerciali in tempi stretti (il tempo è denaro) da persone che non erano qualificati come scrittori professionisti, senza considerare gli ambiti letterari con tutte le sfumature verbali da controllare.  Neanche gli accademici sono necessariamente esperti nel selezionare le parole per esprimere le proprie idee.

Cosa hanno detto Vs cosa intendevano
Di conseguenza, un testo può contenere degli elementi che non rispecchiano completamente l’intenzione dell’autore. Questo non perché l’autore non conosca la propria mente o perché siano superficiali – men che meno- leggibili. Ma loro possono lasciare aperte implicazioni o interpretazioni che non erano state programmate. Possono insinuarsi delle ambiguità. Il rigoroso microscopio del traduttore professionista può rivelare sfumature di significato che l’autore non aveva intenzione di includere.

Queste questioni possono risultare problematiche quando il traduttore si sta impegnando per la chiarezza, un nobile obiettivo a cui tutti i traduttori dovrebbero aspirare (eccetto forse in casi eccezionali quando il testo di partenza ha un’ostinata- oh gioia!- oscurità stilistica). E con “chiarezza” certamente non mi riferisco a “screditare”, “banalizzare” e fare ricorso esclusivamente a monosillabi anglosassoni. Una scrittura chiara rende l’informazione/ il messaggio/ l’impressione più semplice e più veloce da comprendere completamente e accuratamente, facendo così risparmiare tempo, sforzo e (di conseguenza) denaro ai lettori e creando un’impressione più favorevole nei confronti di chi ha prodotto il testo.

Scrittura chiara
In pratica, la scrittura chiara coinvolge principi sani come evitare l’uso non necessario della voce passiva, eliminare vocabolario non necessario ed usare frasi brevi in una struttura variegata, semplice. Questi principi possono essere sfidati ad essere applicati quando si sta traducendo o pubblicando il lavoro di qualcun altro per la necessità di essere fedele, per evitare di rimuovere degli elementi o delle sfumature di significato.

Per esempio, “I biglietti possono essere ritirati alla biglietteria fino a cinque minuti prima dello spettacolo” è più chiaro di “tu puoi ritirare il tuo biglietto alla biglietteria fino a cinque minuti prima dello spettacolo”, poiché ci si rivolge in parte direttamente al lettore (“tu”). Comunque l’originale lascia aperta la possibilità che qualcun altro possa ritirare i biglietti per te. Ma era intenzionale? Il teatro ora permette alle altre persone di farlo? Se seguissimo l’originale attentamente, noi probabilmente non saremmo d’aiuto (il cliente o il lettore). Anche domande pratiche ordinarie vengono fuori: per migliorare il testo, avrei bisogno del cliente per chiarire ciò che loro hanno inteso, ma ho tempo prima della scadenza? Il mio contatto saprebbe darmi la risposta? Ho sempre accesso all’autore? Dovrei dire ciò che l’autore dice o quello che penso abbia inteso? La soluzione più allettante potrebbe essere la via della minima opposizione e del minor rischio: scrivi giusto quello che è stato detto e lascialo così. Ma è la tecnica migliore? È quella nel miglior interesse del nostro cliente?

Seconda parte di questo articolo >

Fonte: Articolo scritto da Oliver Lawrence e pubblicato il 17-01-2016 sul suo sito Incisive English

Traduzione a cura di:
Chiodi Silvia
traduttrice free-lance IT>EN – EN>IT
Teramo