Un programma di traduzione automatica

 Categoria: Strumenti di traduzione

Non è mai piacevole, in quanto traduttori professionisti, accogliere notizie relative ai progressi della traduzione automatica.
Ciononostante, il programma di cui parleremo nell’articolo odierno è davvero ingegnoso e merita almeno una citazione.
Ovviamente, come tutti i programmi che sfruttano la traduzione automatica, attualmente è molto fallace. Può darsi però che i futuri progressi tecnologici lo rendano un ottimo strumento di comunicazione e che tra qualche tempo gli interpreti debbano cercarsi un altro impiego. Per qualche anno però non dovrebbero esserci problemi in tal senso.

Il programma di traduzione automatica in questione si chiama Tele Scouter ed è stato proposto di recente da NEC, un colosso della tecnologia giapponese. Il programma visualizza quasi in tempo reale su degli occhiali speciali la traduzione scritta delle parole che l’interlocutore di chi indossa gli occhiali sta pronunciando. Ci spieghiamo meglio.
L’ascoltatore, oltre agli occhiali speciali, è dotato di un computer portatile che indossa in vita. Un microfono installato negli occhiali capta le parole pronunciate dall’interlocutore e le trasmette al computer. Il computer trasforma le parole in testo, le passa a un server remoto e questo produce una traduzione automatica che viene proiettata direttamente sulle lenti degli occhiali.
L’idea è veramente notevole, non c’è che dire. Il problema, come abbiamo accennato all’inizio dell’articolo, è che la qualità delle traduzione automatiche al giorno d’oggi è (per nostra fortuna!) davvero pessima. Pertanto da un procedimento incredibilmente elaborato si ottiene nel migliore dei casi una traduzione imprecisa e nel peggiore dei casi una traduzione disastrosa.

A dispetto di quanto affermato nella prima riga di quest’articolo, se in futuro l’uomo riuscirà a comunicare in lingue diverse grazie a Tele Scouter o a programmi analoghi, ne saremo sinceramente felici poiché si tratterà di un grossissimo passo avanti nella comunicazione e quindi nell’avvicinamento tra razze e culture diverse.
Il fatto che il nostro business (che comunque si incentra sulla traduzione scritta, non sull’interpretariato) possa subire un peggioramento, passa del tutto in secondo piano.
Ad ogni modo, nutriamo seri dubbi sul successo di queste tecnologie e qualcosa ci dice che i nostri colleghi interpreti avranno molto lavoro da sbrigare ancora a lungo…