Traduttori vs tecnologia

 Categoria: Strumenti di traduzione

L’avvento della tecnologia ha certamente reso la vita più facile, per certi versi migliore. Nulla da ridire per quanto riguarda le migliorie che il progresso della scienza ha apportato. Tuttavia la domanda da porsi è: dove porterà tutto questo? Bisogna riflettere sul fatto che dopo centinaia d’anni di evoluzione, ciò che appare all’orizzonte è una persona dipendente dalla tecnologia, oserei dire un’incapace.
Calcolatrici, automobili che si parcheggiano da sole e così via: usiamo sempre meno il cervello, lasciando che siano le macchine a pensare, a lavorare per noi. Sono molte le aree professionali in cui determinate posizioni lavorative sono a rischio. Casse automatiche nei supermercati e l’e‐commerce, ad esempio, portano via lavoro perché le persone possono essere facilmente sostituite da un computer. La domanda da porsi è se vale la pena perdere il contatto umano per un piccolo guadagno, di tempo o denaro che sia.

Per quanto riguarda la traduzione, trovo sollievo nel credere che mai e poi mai una macchina potrà sostituire il lavoro di un traduttore. Molta gente si ostina ad utilizzare traduttori automatici per la traduzione di testi considerati “meno importanti”, come nel caso di siti web o menu di ristoranti. Così però non viene data la giusta importanza alla mediazione linguistica. Un tipico esempio di strafalcioni che si possono incontrare nella vita di tutti i giorni riguarda i testi turistici. È facile mettersi le mani nei capelli (per noi traduttori) o ridere (per i turisti) leggendo opuscoli informativi di piccole località turistiche o dépliant di piccoli alberghi. L’importanza di una buona traduzione viene spesso sottovalutata, e il lavoro viene fatto fare da parenti o amici che hanno studiato lingue al liceo o da traduttori automatici.

Certamente ci sono stati dei progressi per quanto riguarda la qualità dei traduttori automatici, ma voglio credere che non sarà mai abbastanza. Un computer non potrà mai sostituire il lavoro di un traduttore in carne ed ossa, con un’anima, un cervello pensante. Una macchina non potrà mai tener conto della cultura di un paese nel fornire una traduzione di una parola che sarà spesso e volentieri letterale, se non del tutto errata. Per non parlare del fatto che il testo va adattato: la localizzazione è importante quanto la traduzione stessa. Per tradurre bene serve una mente umana, che sappia leggere tra le righe, che traduca il messaggio, non le parole. E questi sono solo alcuni dei motivi per cui sono contraria all’utilizzo di traduttori automatici.

Un discorso a parte meritano invece i software per la traduzione assistita. Tramite l’utilizzo dei famosi “CAT tool” (e qui si potrebbe aprire un ulteriore dibattito per quanto riguarda la “contaminazione” della lingua italiana) si può tradurre molto più velocemente, creare glossari e memorie di traduzione che rendono la vita del traduttore più facile. Questo sì che è progresso. Far tradurre testi al computer invece è, a mio parere, un regresso. Voglio andare controcorrente ed essere ottimista nonostante i tempi, e credere che siamo in molti a pensarla così.

Autrice dell’articolo:
Athinà Nicole Giannaris (Trieste)
Traduttrice e proofreader EN-ES-GR>IT
Laurea triennale in Comunicazione Interlinguistica Applicata (SSLMIT)
Laurea specialistica in Traduzione (Università di Birmingham)