Tradurre: reazioni contro la tecnologia (3)

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Davanti a stimoli differenti la mia esperienza può essere legata a brutti o cattivi ricordi: se la storia che sto leggendo narra di un coniglio la mia reazione è positiva, perché la prima immagine che si apre nella mia mente è quella di Pisolino, il mio peluche preferito di quando ero bambino, un coniglietto panciuto azzurro, tuttavia, nella mente di un altro lettore le sensazioni potrebbero essere opposte, perché da piccolo, giocando nella fattoria del nonno, è stato morso da uno di questi terribili animaletti.

La questione però va oltre e mi porta a negare l’esistenza della sinonimia. Sbornia o sbronza? Albe-de-dessert o moscato moldavo? Di sbieco o di sguincio? Trincare o bere? I deliri annebbiati dai fiumi dell’alcool del protagonista di Mosca-Petuški di Erofeev mi appaiono con sfumature diverse a seconda delle parole utilizzate in varie traduzioni italiane o anche per quella che potrebbe sembrare un’inezia come la posizione di un aggettivo o di una virgola. Non ci si faccia ingannare da questi discorsi: lo stesso concetto è valido a tutti gli effetti anche per quello che viene considerato l’ambito tecnico-scientifico, non rimane confinato all’élite letteraria.

La sinonimia non esiste neanche qui. Una pompa di calore può raffreddare, refrigerare o raffrescare, mentre un’impresa di giardinaggio a corto di strumenti potrebbe ordinare un certo numero di tagliaerba, rasaerba o falciaerba. La scelta spesso è frutto di ragionamenti di marketing, dove la differenza la fanno le sfumature; occorre trovare quella giusta per innescare nel lettore la reazione voluta e accendere nel suo cervello una determinata spia: è come spingere un pulsante su un telecomando (ci sono ricascato, senza tecnologia non so stare).

Cara tecnologia, ti ho sconfitto. Tu non hai questa sensibilità verso la non-sinonimia, la tua “anima” non funziona come la nostra, non carpisci le sfumature, nella tua mente non si verifica quel meccanismo di stimolo e reazione che permette al traduttore umano di comporre un testo seguendo una certa sensibilità. E questo non cambierà mai; in fondo ho trovato il mio angolo di paradiso.

Autore dell’articolo:
Marco Panzavolta
Dottore in Traduzione Specializzata e in Lingue e Culture Moderne e Contemporanee
Ravenna