Per la fine della traduzione automatica

 Categoria: Strumenti di traduzione

Buon pomeriggio, stimati colleghi traduttori e clienti.

Cosa molto comune nel nostro ambiente è l’uso del computer come strumento per il lavoro di traduzione. A parte l’ovvio uso di strumenti di editazione testi e dizionari online che, oltre a dare il significato dei vocaboli assistono il traduttore al fine di sapere se una determinata traduzione è usuale oppure se è usata dai parlanti reali della lingua d’arrivo, abbiamo anche alcuni software che aiutano ad agevolare le nostre attività linguistiche. Se il lettore ha già familiarizzato con questi, avrà letto/sentito parlare dell’acronimo CAT o computer-assisted translation tools che possono allo stesso modo essere definiti come strumenti di memoria di traduzione. Questo perché si tratta di strumenti che ausiliano ad agevolare le attività e gestire la qualità dei progetti.

Cosa molto diversa, cari lettori, è l’uso di traduttori automatici, i quali utilizzano algoritmi per far sì che il computer possa tradurre dei brani da una lingua all’altra. Credo che molti di noi abbiano già avuto esperienze quasi comiche dinnanzi all’inadeguatezza di una macchina in questo compito tanto umano che è la traduzione di testi. E se i testi originali sono letterari o artistici la superiorità dell’essere umano diventa ancora più evidente.  Tutti noi dobbiamo comprendere una cosa: la traduzione di testi non è un lavoro per le macchine.  I testi sono creazioni culturali prodotte da agenti culturali e da soggetti immersi nelle proprie reti sociali altamente complesse e ricche di sottigliezze ed effetti dei significati che nessuna macchina potrà mai raggiungere. La produzione di significati ed effetti della significazione si verifica ad ogni lettura e ad ogni riscrittura del testo; la tessitura discorsiva con le sue macchie, andirivieni, non è qualcosa che possa essere prodotta in serie o elaborata/pastorizzata dal nostro attuale modello di messa a fuoco nel risultato.

D’altra parte, possiamo (e dobbiamo) utilizzare strumenti assistiti da computer per farci ausiliare – perché è quello che sono: assistenti. Il traduttore dell’era attuale non può permettersi di ignorare che viviamo in un mondo di richieste rapide e scadenze sempre brevi. Viviamo e apparteniamo ad un modello di produzione basato sui risultati e con regole severe. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che tale modello è lo stesso che valorizza sempre di più l’informazione. Più di questo, l’informazione corretta, giusta e al momento giusto. È per queste ragioni che dobbiamo valorizzare il nostro lavoro nel modo migliore: eseguendolo bene, senza diminuire la grandiosità di quel che è umano, che ci rende diversi e unici nella natura, e utilizzando più di qualsiasi altro, il nostro strumento più importante, ossia il linguaggio, con tutti gli oneri e vantaggi ad esso inerenti.

Grazie a coloro che hanno letto il testo sopra!

Fonte: Articolo scritto dalla traduttrice Taíse Maria Marchiori Soares e pubblicato il 10 marzo 2017 sulla sua pagina professionale Facebook

Traduzione dal Portoghese Brasiliano a cura di:
Tatiana Marchiori Soares
Revisore: Diego Quattrone
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San Salvatore (RC)